Tutti affidati alla protezione di Maria

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Tutti affidati alla protezione di Maria.

– In questo mese di maggio si susseguono le pratiche tradizionali in onore della Madonna e nel contesto della pandemia del coronavirus si moltiplicano gli atti di affidamento alla sua protezione: a livello internazionale, nazionale e regionali.
– Così il web ci sta facendo conoscere i molti santuari mariani, i diversi titoli che i fedeli danno alla “loro” Madonna.
– E’ bello constatare che l’uomo sente ancora di avere bisogno della Madre e che quel rapporto di amore che si vi vive o si è vissuto in famiglia con la propria mamma trasferirlo ora ad un livello più alto: a viverlo con la Madonna.
– S. Alfonso, grande santo mariano, all’inizio del suo grande libro “Le Glorie di Maria” così scrive:
«I bambini tengono sempre in bocca il nome della mamma, e in ogni spavento che hanno, subito si sentono alzar la voce e dire: mamma! Mamma! Ah, Maria dolcissima, ah! Madre amorosissima: questo è appunto quello che tu desideri, che noi fatti bambini, chiamiamo sempre Te nei nostri pericoli e ricorriamo sempre a Te».  – E oggi i nostri Pastori, cominciando da Papa Francesco, non cessano di affidare a Lei noi suoi figli spaventati da questa tremenda pandemia.

Tra le braccia di Maria
♦ Ricordiamo come già lo scorso 11 marzo, papa Francesco aveva affidato la città di Roma, l’Italia e il mondo intero alla protezione della Madre di Dio. In quell’occasione, nell’ambito di una giornata di preghiera e di digiuno voluta dalla diocesi di Roma, il Pontefice aveva rivolto una preghiera a Maria, “Salute dei malati” e “Salvezza del popolo romano”.

♦ E il primo maggio tutti abbiamo vissuto l’emozione di vedere l’Italia affidata alla Vergine nel santuario di Caravaggio, che si trova nel cuore della Lombardia, in provincia di Bergamo e diocesi di Cremona: il crocevia delle terre più colpite dall’attuale epidemia”. Lo ha sottolineato il vescovo di Cremona Mons. Antonio Napolioni, anche lui contagiato dal covid-19 e poi guarito:
«Sostieni le famiglie smarrite, soprattutto le più povere, stringi al tuo seno i bambini, prendi per mano i giovani, rendi sapienti i genitori, da’ vigore agli anziani, salute agli ammalati, pace eterna a chi muore».
♦  È l’accorata invocazione del vescovo pronunciata nella preghiera di affidamento della nazione italiana alla Vergine in tempo di pandemia, da lui presieduta nel santuario di Santa Maria della Fonte presso Caravaggio: un luogo fortemente simbolico in una terra che forse più di ogni altra nel paese ha subito i devastatanti effetti del coronavirus.

♦ Trasmesso dall’emittente televisiva Tv2000 e voluto dal presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), cardinale Gualtiero Bassetti, che ha fatto proprie le sollecitazioni giunte da tanti credenti, nell’atto di affidamento – si è ripercorsa la passione di Cristo nella contemplazione dei misteri dolorosi del rosario preceduta dalla simbolica accensione di una luce dinanzi all’immagine di Maria venerata nel santuario, perché «dove c’è incredulità fiorisca la fede, dove c’è disperazione fiorisca la speranza, dove c’è egoismo fiorisca la carità».

♦ Un’esortazione ad abbandonarsi alla rassicurante tenerezza delle braccia che non hanno mai mancato di stringere i fedeli nei momenti di difficoltà.
«Santa Maria, non c’è lacrima che tu non asciughi, liberaci dal male che ci assedia», è stata la supplica del presule nel corso della liturgia, ricordando quanti continuano a prodigarsi in questo difficile periodo svolgendo infaticabilmente il loro lavoro: medici, infermieri, politici, forze dell’ordine, volontari e scienziati, e non dimenticando coloro che temono per l’incertezza del proprio impiego.

Un atto di fiducia alla Madre di Cristo, Colei che si fida e si affida al Signore, crede, nonostante tutto, all’amore di Dio, diventando una concreta via per la salvezza come ricorda S. Alfonso nelle “Glorie di Maria”: “È impossibile che si danni un devoto di Maria che fedelmente la onora e si raccomanda a lei”.

(fonte: cf. L’Osservatore Romano, 2 maggio 2020).

In questo mese di maggio si susseguono le pratiche tradizionali in onore della Madonna e nel contesto della pandemia del coronavirus si moltiplicano gli atti di affidamento alla sua protezione: a livello internazionale, nazionale e regionali. E’ bello constatare che l’uomo sente ancora di avere bisogno della Madre e quel rapporto di amore che si vi vive o si è vissuto in famiglia con la propria mamma trasferirlo ora ad un livello più alto: a viverlo con la Madonna. «Madre amorosissima: questo è quello che tu desideri, che noi fatti bambini, chiamiamo sempre Te nei nostri pericoli e ricorriamo sempre a Te» (S. Alfonso).

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