Un luogo dove curare le ferite della vita

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Un luogo dove curare le ferite della vita.

Rodengo Saiano (Brescia). Donne ferite dalla violenza, coppie in crisi bussano ad un’abbazia. I monaci olivetani  dell’abbazia dicono: «L’ospite che bussa è Cristo».
– E così i monaci si fanno un dovere accogliere e aiutare donne vittime di violenza in famiglia; ospitare e affiancare coppie di sposi in crisi; dialogare, faccia a faccia e tramite i social, con adolescenti immersi nella grande avventura di diventare grandi.
– E infine dare ascolto a cuori affaticati, feriti, d’ogni età, offrendo la pace che nasce da una vita nella quale si intrecciano Parola di Dio, liturgia, silenzio, fraternità, lavoro. Si può rinascere.

L’abbazia di Rodengo Saiano fu soppressa nel 1797: 50 anni fa il ritorno degli Olivetani. Nella terra e nel nome di Paolo VI. «Questa è la casa di Dio, quindi di tutti. Ed è casa dalle porte aperte».
Accogliere e aiutare donne vittime di violenza in famiglia. Ospitare e affiancare coppie di sposi in crisi. Dialogare, faccia a faccia e tramite i social, con adolescenti immersi nella grande avventura di diventare grandi. Dare ascolto a cuori affaticati, feriti, d’ogni età, offrendo la pace che nasce da una vita nella quale si intrecciano Parola di Dio, liturgia, silenzio, fraternità. Lavoro.
♦ Così la comunità olivetana di Rodengo Saiano, in Franciacorta, testimonia e rinnova, nelle incandescenze del nostro tempo, l’originaria, costitutiva dimensione dell’ospitalità.
«Come dice il nostro santo padre Benedetto nella Regola, quando un ospite bussa alla porta del monastero è Cristo stesso che si presenta. E se la nostra Regola è ancora così fresca e attuale, è perché scaturisce dal Vangelo», scandisce dom Benedetto Toglia, il priore dell’abbazia intitolata a san Nicola e – dall’8 febbraio scorso – a san Paolo VI.
«Siamo l’unica comunità monastica maschile in diocesi di Brescia e sentiamo la responsabilità di diventare, sempre più, un luogo dove incontrare la gratuità della preghiera e dell’ascolto.
Restituire il giusto splendore alla liturgia, perché questo cenobio ne diventi scuola, ci sta particolarmente a cuore. Se anche una sola persona dovesse innamorarsi di Dio attraverso la nostra “opus Dei” – come accadde all’adolescente Giovanni Battista Montini frequentando i benedettini di Santa Maria Maddalena di Marsiglia, esuli dalla Francia e accolti non lontano da qui, a Chiari, fra il 1910 e il 1922 – si manifesterebbe il senso della nostra presenza.
♦ L’incontro con la spiritualità e la preghiera monastica lasciarono un segno decisivo, indelebile, nel cammino vocazionale del futuro Papa, che pensò addirittura di farsi monaco». Montini prese, poi, altre strade.
Ma Benedetto e i suoi figli rimasero per sempre nel suo cuore.
(fonte. Avvenire.it, 15 luglio 2019).

Rodengo Saiano (Brescia) – I monaci dell’antica abbazia offrono un luogo e un tempo dove curare le ferite della vita. Essi si fanno un dovere accogliere e aiutare donne vittime di violenza in famiglia; ospitare e affiancare coppie di sposi in crisi; dialogare, faccia a faccia e tramite i social, con adolescenti immersi nella grande avventura di diventare grandi. E infine dare ascolto a cuori affaticati, feriti, d’ogni età, offrendo la pace che nasce da una vita nella quale si intrecciano Parola di Dio, liturgia, silenzio, fraternità, lavoro. Si può rinascere.

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