Uno sputo per gli orfani

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Uno sputo per gli orfani.

Capita ancora di incontrare persone vogliose di fare il bene, ma che rimangono deluse non appena trovano una difficoltà o peggio disprezzo per quanto vorrebbero fare. Ma come? Non si può fare neppure un po’ di bene? E alzano bandiera bianca: Non vale la pena fare il bene!
– Per fare il bene bisogna essere pronti ad affrontare il male; e quanto più il bene viene ostacolato, tanto più ha garanzie di successo. Questa è la logica che hanno messo in atto i santi. Un bene “troppo facile” finisce col seccarsi subito, mentre quello che porta sofferenza avrà buona vitalità.  – Gesù, a questo proposito, richiama le doglie del parto: “La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo” (Vangelo di Giovanni 16,21).

San Clemente Maria Hofbauer (Tasswitz 1750 – Vienna 1820), fu un grande missionario redentorista. Diede un notevole impulso alla diffusione dei Redentoristi in Austria e in Polonia. Nel 1909 papa Pio X lo ha proclamato santo, e nel 1914 lo ha proclamato compatrono della città di Vienna.

♦ Quando viveva a Varsavia, fino al 1808, con i suoi confratelli Redentoristi mise su un piccolo orfanotrofio per assistere un bambini poveri, affamati e senza famiglia a causa delle guerre napoleoniche in corso. E per essi chiedeva cibo ed elemosine per le strade. Il piccolo orfanotrofio viveva degli aiuti che riceveva dalla gente.
Un giorno Clemente entrò in un’osteria per chiedere aiuto per i suoi orfani. Indossava la tonaca nera con il rosario alla cinta. Clemente chiese agli uomini che erano lì a bere: “Per favore, un aiuto per i bambini dell’orfanotrofio!”
Uno degli uomini, già un po’ alticcio per le bevute, diede uno sputo sulla faccia del sacerdote dicendo: “Prendi, corvo, la tua elemosina!”
♥ Clemente prese tranquillamente il fazzoletto dalla tasca, si asciugò la faccia e disse all’uomo: “Questo è per me. Ora datemi qualcosa per i miei orfani!”
♦ Quelle parole smontarono l’uomo. Rientrò in se stesso, riconobbe l’errore, si scusò e diede una offerta generosa. E da quel momento in poi divenne uno dei benefattori dell’orfanotrofio.

♦ Com’è bello restare calmi e umili davanti a persone violente e alterate! Sapere padroneggiare se stesso e non restituire il male con il male, la violenza con la violenza, ma mantenere un atteggiamento  pacifico che disarma l’aggressore!
♦ L’umiltà è fruttuosa, genera vita e conversione. Gesù ha detto ai suoi discepoli: “A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica”(Lc 6,29).

Per fare il bene bisogna essere pronti ad affrontare il male; e quanto più il bene viene ostacolato, tanto più ha garanzie di successo. Questa è la logica che hanno messo in atto i santi. San Clemente,  a Varsavia, entrò in un’osteria per chiedere una elemosina per i suoi orfani. Ricevette uno sputo in faccia: “Prendi, corvo, la tua elemosina!” – E il santo con calma rispose: “Questo è per me. Ora datemi qualcosa per i miei orfani”. E generosa fu l’elemosina.

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