Il giudice è mio amico

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il giudice è mio amico.

Un giudice amico?… I sospetti sono giustificati. La parzialità nei processi sembra abbastanza diffusa, tanto che a volte sembra che le sentenze siano già scritte, prima che cominci il processo.
– Ai nostri giorni i tribunali che amministrano la giustizia e i giudici che emettono le sentenze non se la passano proprio bene.  I processi durano molto tempo e le sentenze non mettono tutti d’accordo. Un senso di diffusa sfiducia serpeggia tra i cittadini, che sono tentati continuamente da una giustizia fai-da-te. Come sarà la giustizia divina?

♦ Un uomo anziano si recava spesso in chiesa e passava lunghe ore in preghiera.
I suoi amici presero a deriderlo un po’.
Egli si scusava così:
– Amici miei, ho sulle spalle un grosso processo. Se mi va male sono rovinato per sempre. Ho però incontrato il giudice che dovrà occuparsi della causa, che mi ha invitato gentilmente in casa sua, per suggerirmi la linea di difesa. Che ne dite: ci devo andare?
♦ Gli amici risposero:
– Certo che ci devi andare! Meglio che perdere tempo in chiesa.
  – È ciò che ho pensato anch’io! – concluse l’anziano. – Miei cari amici, il mio giudice sta precisamente in chiesa. Sarei stolto se non ci andassi ad accordarmi con Lui prima del processo, prima del più importante Giudizio.
E gli amici rimasero senza parola.

Dal Vangelo
Dice Gesù: “Finché sei per strada, accordati con il giudice!” (Lc. 12, 58).
 San Paolo confida: “Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione”. (Tim. 4,8).

C’è un giudizio (e quale giudizio!) che l’uomo dovrà affrontare al termine della sua vita. Non è meglio che vi arrivi preparato?
Condividi l'articolo