La bisaccia del pellegrino 43-2012

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana

 

 

Ottobre 2012, quarta settimana:  21-27 ottobre.

1. Vangelo della domenica 21 ottobre –  “Venuto per dare la propria vita in riscatto per molti”.
2. Aspetti della vita  – Chiamati a far risplendere la parola di verità.
3. Un incontro con S. Alfonso –  Umiltà senza fronzoli.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  22-27 ottobre 2012.
5. Curiosità calabresi del passato  =  Santi di Calabria.

1. Vangelo della domenica –  (Mc 10,35-45)
“Venuto per dare la propria vita in riscatto per molti”.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

__________________

Gesù reagisce vivamente di fronte alla minaccia che pesa ancora una volta sulla sua comunità a causa dell’ambizione sfrenata di avere i primi posti, di conquistare il potere. La sua lezione è molto severa, quasi solenne. Egli propone in compenso una nuova economia sociale: quella di una comunità senza potere la cui sola regola è servire, fino a offrire la propria vita per i fratelli, bevendo il calice fino all’ultima goccia. E per tutti i suoi membri, perché tutti sono fratelli.
All’immagine del capo che comanda si oppone quella del capo che serve. Ed ecco che i capi avranno paradossalmente un solo compito: servire. Il suo prototipo è il Messia, diventato piuttosto il Figlio dell’uomo, schiavo di tutti gli schiavi, per il riscatto dei quali egli offre quello che possiede e quello che è: tutto. Perché egli applica una tecnica poco impiegata per guarire la società umana, l’omeopatia: la schiavitù di Gesù e la nostra guariranno giustamente tutta l’umanità dalla sua schiavitù endemica.
Egli ha appena formulato il suo progetto di comunità, la sua carta “costituzionale”, alla quale tutti i partecipanti devono aderire: ognuno è servitore di tutti. (La Chiesa.it). 

__________________

Al seguito del Cristo Servo sofferente – «Gli apostoli Giacomo e Giovanni, come un po’ tutti, miravano ad avere un posto eminente nel regno che Gesù avrebbe stabilito (Vangelo). La loro domanda Gesù non la accoglie, anzi la capovolge: «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore».
Il modello a cui ispirarci come cristiani è lui, il Cristo venuto «a dare la propria vita in riscatto per molti». La tradizione cristiana riconosce nel servo descritto da Isaia (I Lettura) una prefigurazione di Gesù sofferente che ristabilisce l’umanità nella comunione con Dio, come preannuncia con grande forza sulla strada di Emmaus: «Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?».
Al suo seguito, attraversando prove e difficoltà ci accostiamo con piena fiducia al trono della grazia (II Lettura) che il Cristo assiso alla destra del Padre ci ha preparato. L’Eucaristia che celebriamo è un invito a sedere alla tavola del regno, condividere il calice della divina volontà e a partecipare pienamente alla morte redentrice di Cristo (colletta) percorrendo vie di condivisione, di servizio generoso, di dedizione senza riserve
. (Bartolomeo Stellino, liturgista, in “La Domenica”). 

 

 2. Aspetti della vita – 86.ma Giornata Missionaria Mondiale
Chiamati a far risplendere la parola di verità
La natura missionaria della Chiesa, nel suo essere e nel suo operare, impegna tutti i cristiani, “chiamati a far risplendere la Parola di Verità”, come dice Benedetto XVI nel suo messaggio per la Giornata Missionaria, presentando l’impegno missionario anzitutto nella connotazione di uno splendore: lo splendore della Verità.
La Parola di Dio è Verità (Cfr Gv 17,17), è luce sul nostro cammino (Cfr Sal 119,105): noi siamo chiamati a far risplendere questa luce nel cuore degli uomini, a sostenere i missionari in terre lontane e ad essere noi stessi missionari nel nostro ambiente. Così noi riscopriamo la gioia del credere e l’entusiasmo di comunicare la fede con la nostra testimonianza cristiana. Poiché il nostro mondo è in continuo cambiamento, sono necessarie oggi «modalità rinnovate per poter comunicare efficacemente la Parola di Dio».
Se sapremo leggere la storia attuale scoprendovi le profonde aspirazioni e istanze dell’uomo d’oggi, potremo infondere nel cuore di questa storia tormentata il messaggio cristiano, la “gioiosa notizia” dell’Amore di Dio che si rivela nella presenza salvifica di Cristo. Cristo è venuto a salvare tutti gli uomini e tutto l’uomo nelle sue molteplici dimensioni costitutive. Per questo motivo l’evangelizzazione non è mai disgiunta dalla promozione umana. «La fede si trasforma in carità». (Mons. Giuseppe Greco)

Una preghiera per restare vigili
Giacomo e Giovanni avevano chiesto a Gesù di sedere uno alla sua destra, l’altro alla sua sinistra. In tal modo gli manifestarono non l’amore che nutrivano per lui, ma l’amore di se stessi. Per questo si sentirono rispondere con argomenti ben diversi da ciò che avevano domandato: “Il Figlio dell’uomo andrà a Gerusalemme, sarà arrestato e crocifisso”. (Efrem Siro, Diatessaron).

 

3. Un incontro con S. Alfonso
Umiltà senza fronzoli
Una testimonianza del suo domestico Alessio Pollio = Il Servo di Dio Alfonso de Liguori fu adorno di una profondissima umiltà, nutriva un bassissimo sentimento di se stesso, e le sue parole erano umili, si raccomandava all’orazioni di tutti. In comprova della sua umiltà io l’ho veduto, mentre era Vescovo, che quando andava in qualche Chiesa a non fare funzioni, o Pontificali s’inginnocchiava sulla nuda terra, ne voleva, che se li fossero fatte Cerimonie.
Nel portarsi in Napoli, il di lui fratello Don Ercole di Liguori gli aveva preparato un quartino apposta con un letto corrispondente al suo grado, e condizione, ma il Servo di Dio non volle dormire in esso, ne fare uso di detto Quartino Nobile, eccetto che nel ricevere Visite di soggezione, e si ritirò in uso stanzolino ove vi era un letticciuolo vile, ed abietto, dove volle dormire per tutto detto tempo, che si trattenne in Napoli.
Una volta essendo andato il Servo di Dio per assistere alla tavola del Re, entrato nell’anticamera, dove non vi era  che un piccolo sgabello, su di cui sedevano due Cavalieri dell’Ordine di San Gennaro, il fu Canonico Martinisi, Tesoriere della Collegiata d’Arienzo, che lo accompagnava, vedendo che il Servo di Dio pativa nello stare in piedi per lungo tempo, si avanzò a dire a quelli due Cavalieri, che quel povero Vecchio, che stava in piedi era Monsignore de Liguori, pregandoli nell’istesso tempo di cedergli detto sgabello. Quelli due Signori subito si alzarono ed a forza fecero sedere il Servo di Dio, che ripugnava.
Dispiacque questo fatto alla sua umiltà, per cui nello scendere la scalinata alla mia presenza il Servo di Dio dolcemente riprese il detto Canonico Tesoriere con dirgli che poteva fare a meno di scomodare quelli due Signori e dirli chi Egli era.
(dai Processi di canonizzazione).

 

4. Vivere la settimana con la liturgia = XXIX Settimana Tempo Ordinario
22-27 ottobre  –  Liturgia delle Ore: I settimana. 

22  ottobre  (lunedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Il Signore ci ha fatti e noi siamo suoi. – Morte e vita sono presenti nelle due letture: se si vuole la vita ci si deve affidare all’amore di Dio che in Cristo ci dona la vera vita.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = . Ef 2,1-10; Sal 99,2-5; Lc 12,13-21.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Abercio; San Donato Scoto; Beato Giovanni Paolo II; Beato Timoteo Giaccardo. 

23  ottobre  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Il Signore annuncia la pace al suo popolo. – Cristo è la nostra pace, è lui l’unico a essere in grado di distruggere il peccato che è annidato nei nostri cuori e a renderci vigilanti.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Ef 2,12-22; Sal 84,9-14; Lc 12,35-38.
  • – Santi di oggi  =  San Giovanni da Capestrano; San Severino Boezio.

24  ottobre  (mercoledì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza. – Dio ci ama di un amore infinito, ma tale amore è pure un amore esigente e ci domanda di essere perseveranti nella nostra fede.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Ef 3,2-12; Cant. Is 12,2-6; Lc 12,39-48.
  • – Santi di oggi  =  Sant’Antonio M. Claret; San Luigi Guanella.

25  ottobre  (giovedì)  –  Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi = Dell’amore del Signore è piena la terra. – Gesù è venuto a portare la divisione dato che l’atteggiamento chi crede in lui lo metterà spesso in conflitto con la mentalità di questo mondo. Ma in tutto questo ci ha promesso la sua protezione.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Ef 3,14-21; Sal 32,1-2.4-5.11-12.18-19; Lc 12,49-53.
  • – Santi di oggi  =  San Miniato; San Gaudenzio; Beato Carlo Gnocchi.

26  ottobre  (venerdì) – Colore liturgico verde.

  • – Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Noi cerchiamo il tuo volto, Signore. – Riconoscere i segni dei tempi e operare per l’unità sono due atteggiamenti che ogni cristiano dovrebbe sempre avere. Come diceva Giovanni XXIII si deve cercare tutto ciò che unisce e lasciare cadere ciò che divide.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =   Ef 4,1-6; Sal 23,1-6; Lc 12,54-59.
  • – Santi di oggi  = Santi Luciano e Marciano; Beato Damiano Furcheri; Beata Celina Chludzinska.

27  ottobre  (sabato) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  =  Andremo con gioia alla casa del Signore. – La Chiesa non è solo una società spirituale, ma è anche un corpo ben compaginato secondo una varietà di ministeri. San Paolo ci invita a una vita solidale che agisce a vantaggio dell’intera umanità.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  = Ef 4,7-16; Sal 121,1-5; Lc 13,1-9.
  • – Santi di oggi  = Sant’Evaristo; San Gaudioso; Beato Bartolomeo da Breganze.

 

5. Curiosità calabresi del passato
Santi di Calabria

Il Beato Giovanni Paolo II quando venne in Calabria (giugno 1988) disse:  «Voglio sperare, che voi non mancherete di rileggere la storia religiosa della vostra Regione, che ha accolto il messaggio cristiano fin dal primo secolo, alla luce splendente dei Santi calabresi che hanno forgiato generazioni di cristiani secondo lo spirito del Vangelo e della Croce di Gesù Cristo.
Come non rievocare alcune figure emblematiche che ebbi occasione di venerare nel corso della mia visita: S. Nilo e S. Bartolomeo, illustri rappresentanti del Monachesimo Cenobitico; S. Bruno, che diede impulso in Calabria al Monachesimo Certosino, fondando quella splendida Certosa, che ancora porto davanti al mio sguardo; S. Francesco di Paola (Giovanni Paolo II è morto nel giorno di San Francesco), il Santo dell’umiltà e della carità, sempre vicino al cuore della gente!
Gli alti esempi di questi Santi luminosi e sempre attuali devono costituire uno stimolo costante per quella animazione cristiana e sociale della Calabria, oggi non meno dei tempi passati, bisognosa di uomini e donne che sappiano testimoniare con coraggio l’impegno per una rinascita spirituale. Ma i Santi calabresi, soprattutto San Francesco di Paola, non hanno disatteso l’impegno sociale, anzi non hanno lasciato occasione per porsi a servizio e a sollievo dei poveri, dei deboli, dei malati.
Oggi il problema sociale, che tocca la Calabria, va sotto il nome più vasto di “questione meridionale”. Si tratta dei problemi riguardanti le differenti condizioni di vita delle popolazioni meridionali e quelle più specificamente calabresi, gli aspetti relativi alla vita morale e religiosa, ed alla coerenza nei comportamenti privati e pubblici, le preoccupazioni sociali relative alla disoccupazione, specialmente quella giovanile e intellettuale, ed il problema di fondo di un più vasto ed omogeneo sviluppo economico, che riguarda non solo la Calabria ma tutte le Regioni del Mezzogiorno d’Italia»(discorso del 1° giugno 1985).

Ecco alcuni dei tanti Santi Calabresi
S. Agatone – Beato Angelo da Acri (si festeggia il 30 ottobre) – S. Antonio di Gerace – S. Antero – S. Arsenio – S. Bartolomeo da Rossano(11/11) – S. Bartolomeo da Simeri – S.Bruno (anche se nato in Colonia,Germania, mace lo sentiamo nostro anche perchè in Calabria fondò la Certosa che porta il suo nome) – S. Cipriano di Reggio – S. Ciriaco di Buonvicino – S. Cirillo – S. Cocofante di Scilla – S. Daniele da Belvedere – S. Dionisio – S. Domenica da Tropea – S. Elena da Belforte – S. Elia lo Speleota – S. Eusebio – S. Felice da Scilla – San Fantino di Taureana ( è il più antico santo della Calabria(nato nel 294 appunto a Taureano) – San Fantino “il Giovane” da Melicuccà – SS. Fanzio e Deudata da Tauriano – S. Francesco da Paola(2 aprile) – S. Gerasimo – S. Giorgio da Vallettuccio – S. Gregorio da Cassano – S. Giovanni Teresti – Beata Madre Isabella De Rosis da Rossano – S. Jeiunio – S. Leo di Africo – S. Leone II – S. Luca Vescovo di Bova – S. Luca da Messina – S. Luca da Melicuccà – S. Nicodemo – S. Nilo da Rossano(26/9) – S. Onofrio – S. Pietro Spina – S. Proclo da Bisignano – S. Simone – S. Stefano III – Beato Stefano da Rossano – S. Teodora da Rossano – S. Telesforo – S. Ugolino da Cerisano – S. Umile da Bisignano – S. Veneranda – S.Zaccaria da Rossano(5/11) – S. Zosimo
(Tratto da  http://chiesacalabra.wordpress.com/santi-di-calabria/)

 

Condividi l'articolo