Nicola Cricelli: «Provo amarezza, mi sentivo pieno di entusiasmo»

Oltre la simpatia e il giudizio superficiale di molti, aveva un progetto concreto per Tropea

«Macrì ha detto tante cose dal balcone, ma le persone bisogna giudicarle dai fatti. Se il nuovo sindaco riuscirà a realizzare qualcosa per la nostra città, ben venga»

Nicola Cricelli durante un comizio – foto Libertino

Nicola Cricelli, il costruttore tropeano alla guida della lista “Tropea nel cuore”, con i suoi 338 voti non ce l’ha fatta ad ottenere uno scanno in consiglio comunale. Una sconfitta che brucia per un uomo che aveva deciso di mettersi in gioco all’età di 76 anni, anche se ha più volte ribadito di sentirsi giovane e di avere tanto entusiasmo. Cricelli è stato agli occhi di molti un outsider, un personaggio spuntato da chissà dove, un Cetto La Qualunque in salsa tropeana utile a colorare le calde e, per qualcuno, noiose serate dei comizi, simpatico, divertente, esilarante, un ninnolo messo lì, senza un senso, senza un perché. Nulla più. Certo, col senno di poi, il giorno dopo il voto hanno avuto ragione i suoi detrattori, ha avuto ragione chi diceva che «non sa leggere e scrivere, non conosce la lingua italiana». Siamo sicuri? «Chi ha governato Tropea in tutti questi anni sapeva leggere e scrivere. E Tropea oggi ha mille problemi». Questa la pronta risposta di Cricelli. Ma i numeri sono numeri, nulla da dire. Alle elezioni è stato sconfitto. Volete ancora ricordare le sue gaffe? Dobbiamo ancora sorridere pensando alle «Navicelle» e ai «Cetrioli» o allo slogan «Con Cola si vola»? Dobbiamo aggiungere qualcos’altro sul suo eloquio? I video sono a vostra disposizione sul nostro sito. Prego, ricordate Cricelli e “Tropea nel cuore” così: fate pure. In fondo, perché andare oltre? A che serve approfondire? Tanto il signor Cricelli non ha avuto l’agognato premio e ognuno può rimanere sulle proprie posizioni, ricordando quei comizi con un fugace sorriso sulle labbra. Punto. Qualcuno ha anche detto che se non ci fosse stato Cricelli «sai che noia a ‘sti comizi?!». Altri, ci permettiamo di dire in modo del tutto disinteressato, hanno fatto un’analisi quantomeno interessante sui comizi e sugli incontri elettorali del candidato della lista “Tropea nel Cuore”, ponendo l’accento sul fatto che Nicola Cricelli non è stato mai attaccato dagli avversari sulle sue proposte politiche per la città. In particolare, nell’incontro della cittadinanza con i quattro candidati ad una settimana esatta dal voto, Cricelli aveva fatto il suo, mostrandosi come l’uomo giusto, concreto, pronto a risolvere i problemi di Tropea. Aveva ricordato quali fossero, secondo lui, i problemi principali da affrontare, ed era stato quantomeno preciso, questo lo avevano notato in tanti, su alcune analisi sociali, economiche e politiche che riguardavano la cittadina. Ma il voto non lo ha premiato.

Signor Cricelli, cosa pensa del risultato della sua lista “Tropea nel cuore”
«Pensavo che la mia lista fosse sostenuta. Provo amarezza, mi sentivo pieno di entusiasmo. Forse non siamo stati bravi a far capire ai tropeani il nostro programma, e comunque loro non hanno creduto nelle mie capacità. Ma ho sempre accettato e accetterò sempre la volontà del popolo».

Cos’è mancato alla sua “squadra”?
«Taluni candidati “muti” prendono quasi 500 voti, si può immaginare che futuro può avere Tropea? Io ero per mettere fine ad un disastro. Mancano regole e prospettive di sviluppo. Io sono un costruttore e vedo le cose prima, preparo i progetti. Avevo, ad esempio, tra le altre cose, il progetto di un teatro all’avanguardia per Tropea realizzato in accordo con i comuni limitrofi, ma non mi è stata data la fiducia».

Oltre ad essere un costruttore lei è conosciuto in città come il presidente dell’associazione storico – culturale della festa di “Tri da’ Cruci”. Con quale spirito organizzerà l’evento l’anno prossimo?
«La festa è un figlio che ho cresciuto io. Amo questa festa perché sono nato lì (al Borgo – via Umberto I ndr). Forse il prossimo anno la lascerò a Monteleone… (ride). In realtà aspetto di capire quello che sanno fare… Già a gennaio mi dedicherò all’evento».

Dalla sua voce si percepisce tanta delusione per il risultato delle comunali. È così?

«È da anni che do lavoro ai tropeani, agli operai durante la mia attività professionale. Ci credevo. Pensavo che Tropea avesse deciso di dire basta con i medici, basta con gli avvocati. Io ho lasciato ad un imprenditore giovane il mio lavoro i miei cantieri e vivo con gli interessi dalla vendita degli appartamenti. L’ho fatto per non avere un conflitto di interessi».

Dato che lei non è stato eletto alla carica di consigliere comunale, pensa comunque in futuro di offrire il suo contribuire per risolvere i problemi della città?
«Sì, senz’altro. Sarò sempre attento e se avessero bisogno di me, per il bene della città, io sarò sempre pronto a dare il mio contributo».

Cosa pensa del nuovo sindaco Giovanni (Nino) Macrì?

«Macrì ha detto tante cose dal balcone, ma le persone bisogna giudicarle dai fatti. Se il nuovo sindaco riuscirà a realizzare qualcosa per la nostra città, ben venga».

Continua…

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.