Lavori urgenti di restauro finalizzati alla messa in sicurezza e al miglioramento sismico della volta della chiesa del Gesù a Tropea

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Sfiorata una tragedia, l’intervista a Padre Salvatore Brugnano, Redentorista

Diventeremo migliori dopo il coronavirus? Abbiamo capito che le cose e i progetti che ci sembravano tanto importanti erano alla fine passeggeri e relativi. Che ci sono cose che passano e cose che invece durano. Soprattutto siamo diventati più consapevoli della nostra fragilità. Ci siamo sentiti piccoli davanti al mondo e davanti al grande mistero di Dio. Ci siamo resi conto che il nostro destino non è se non in parte nelle nostre mani, anche se la medicina e la scienza fanno cose meravigliose. Siamo diventati più umili. Abbiamo anche pregato di più, siamo diventati più sensibili e attenti nei rapporti con gli altri, abbiamo apprezzato di più la loro attenzione e vicinanza umana e spirituale…. Ma, passato il pericolo, ci scorderemo di tutto? Torneremo più o meno quelli di prima? Nel pericolo siamo diventati migliori e quando tutto passerà forse torneremo a dimenticarci di Dio e del nostro prossimo. Facciamo attenzione.
“Siamo pronti a una guerra nucleare”…. “Le misure militari sono ora state allestite in pieno e pronte a colpire…” – Usa e Nord Corea si lanciano minacce reciproche… Il clima di escalation e di minacce che va avanti da settimane preoccupa il mondo. Papa Francesco lancia continui appelli per la “pace in Asia, soprattutto nella Penisola coreana”. A questo punto assolutamente non possiamo ignorare l’invocazione disperata di Pietro che affondava: «Signore, salvami!».
Finalmente Santo l’apostolo degli emigranti: il beato Giovanni Battista Scalabrini, l’apostolo dei migranti. Via libera, senza riconoscimento del miracolo, alla canonizzazione del fondatore degli Scalabriniani. Sul finire dell’Ottocento fondò le Congregazioni dei Missionari e delle Missionarie di San Carlo con la specifica missione di servire i migranti. Le sue parole: “Erano vecchi curvati dall’età e dalle fatiche, erano uomini nel fiore della virilità, erano donne che si traevano dietro o portavano in collo i loro bambini, erano fanciulli e giovanette, tutti affratellati da un solo pensiero, tutti indirizzati ad una meta comune. Erano emigranti”.