Beati i miti perché erediteranno la terra

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Beati i miti perché erediteranno la terra.

– Con questa beatitudine Gesù non intende esaltare la condizione sociale dell’uomo, ma la sottomissione religiosa e la fiducia in Dio, che si traduce in pazienza e dolcezza. Nell’umiltà il cuore dell’uomo cerca, brama e desidera solo la volontà di Dio; verso la quale egli tende.
– Gesù vive per questo: “Mio cibo è fare la volontà del Padre e di compiere la sua opera”.  Nell’umiltà l’uomo sa che nella volontà di Dio è la sua vita e quella del mondo e altro non desidera se non conoscerla, compierla, realizzarla in tutto il suo splendore di verità.
– All’umiltà si affianca la virtù della mitezza che è consapevolezza di portare a compimento quanto già si è cominciato. I miti non “conquisteranno la terra”, ma la “ereditano”. Non si tratta di un semplice territorio: è una “terra” che è il Cielo, cioè la terra promessa verso cui noi camminiamo.

Nell’Udienza di mercoledì 19 febbraio 2020, Papa Francesco ha fatto notare che con la mitezza si conquista il cuore del fratello: “Non c’è terra più bella del cuore altrui, non c’è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. Questa è la terra da ereditare con la mitezza!”. E mentre il mite eredita la terra, il collerico la perde perdendo se stesso.
“Il mite è colui che ‘eredita’ il più sublime dei territori. Non è un codardo, un ‘fiacco’ che si trova una morale di ripiego per restare fuori dai problemi. Tutt’altro! È una persona che ha ricevuto un’eredità e non la vuole disperdere”.
♦ Lo ha detto Papa Francesco stamani nella sua catechesi, durante l’udienza generale, dedicata alla terza delle otto beatitudini del Vangelo di Matteo: “Beati i miti perché avranno in eredità la terra” (Mt 5,5).
“Il mite non è un accomodante ma è il discepolo di Cristo che ha imparato a difendere ben altra terra. Lui difende la sua pace, difende il suo rapporto con Dio e i suoi doni, custodendo la misericordia, la fraternità, la fiducia, la speranza”.
♦ Riflettendo sul fatto che “le persone miti sono misericordiose”, Papa Francesco ha fatto riferimento al “peccato dell’ira”, ponendo alcune domande.“Quante cose abbiamo distrutto con l’ira? Quante cose abbiamo perso?”.
♦ “Un momento di collera può distruggere tante cose; si perde il controllo e non si valuta ciò che veramente è importante, e si può rovinare il rapporto con un fratello, talvolta senza rimedio”.
Osservando che “per l’ira tanti fratelli non si parlano più, si allontanano l’uno dall’altro”, il Papa ha evidenziato che “la mitezza unisce sempre, l’ira separa”.
  “La mitezza è capace di vincere il cuore, salvare le amicizie e tanto altro, perché le persone si adirano ma poi si calmano, ci ripensano e tornano sui loro passi, e si può ricostruire”.
  In conclusione, “la ‘terra’ da conquistare”, cioè “la salvezza di quel fratello di cui parla lo stesso Vangelo di Matteo”. “Non c’è terra più bella del cuore altrui, non c’è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. Questa è la terra da ereditare con la mitezza!”.

(fonte: cf Avvenire.it, 19 febbraio 2020).

Beati i miti perché erediteranno la terra – Con questa beatitudine Gesù non intende esaltare la condizione sociale dell’uomo, ma la sottomissione religiosa e la fiducia in Dio, che si traduce in pazienza e dolcezza. I miti non “conquisteranno” la terra, ma la “ereditano”. Non si tratta di un semplice territorio, ma di una “terra” che è il Cielo: cioè la terra promessa verso cui noi camminiamo. Papa Francesco ha detto: “Non c’è terra più bella del cuore altrui, non c’è territorio più bello da guadagnare della pace ritrovata con un fratello. Questa è la terra da ereditare con la mitezza!”.

 

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