Beati Martiri redentoristi e Beato Sarnelli

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Beati Martiri redentoristi e Beato Sarnelli.

Il “giugno redentorista”, che celebra il Sacro Cuore di Gesù  e la Madonna del Perpetuo Soccorso, si chiude con due gloriosi appuntamenti.
Quello del Beato Nicola Čarneckyj, vescovo, e compagni martiri, conosciuti come i quattro martiri redentoristi ucraini celebrati ieri 28 giugno, ma la coincidenza della solennità del Sacro Cuore di Gesù quest’anno non ha permesso la celebrazione eucaristica (la solennità liturgica normalmente ha sempre la precedenza su altre celebrazioni).
E quello del Beato Gennaro Maria Sarnelli, amico, compagno e confratello carissimo a S. Alfonso che viene celebrato domani (ma  domani è domenica e anche questa ha la precedenza). Nei giorni scorsi a Ciorani gli è è stata dedicata una nuova statua nella cappella dove sono custodite le sue reliquie.
– Questa rubrica offre il profilo di questi Missionari Redentoristi che hanno seguito le orme di Cristo Redentore e hanno dato onore alla Chiesa di Dio.

I quattro Beati Martiri Ucraini.
Esultano in cielo i santi martiri,che hanno seguito le orme di Cristo; per il suo nome hanno versato il sangue e si allietano per sempre nel Signore. – Essi sono stati proclamati Beati da Giovanni Paolo II il 27 giugno 2001, durante la visita apostolica a Lviv insieme ad altri martiri della Chiesa greco-cattolica ucraina.

1. Vescovo Nicola Čarneckyj, vescovo, esarca apostolico di Volyn’ e Pidljashja nacque il 14 dicembre 1884 nel villaggio di Semakivtsi (Ucraina Occidentale).
Dal 1926 fu missionario fra i greco-cattolici in Volyn. Nominato vescovo titolare di Lebed e visitatore apostolico per gli ucraini cattolici di Volyn e Podlachia, fu consacrato l’8 febbraio 1931 nella chiesa di sant’Alfonso a Roma.
L’11 aprile 1945 fu arrestato insieme a tutti i vescovi greco-cattolici. Condannato inizialmente a cinque anni ai lavori forzati in Siberia, in seguito la pena fu aumentata di altri dieci anni. Dal 1945 al 1956 visse in una trentina di lager e prigioni sovietiche, subendo un totale di 600 ore di torture e di interrogatori.
Scarcerato nel 1956, fu riportato a Lviv quasi moribondo. Ripresosi inaspettatamente, guidò dal suo letto la Chiesa cattolica ucraina che sopravviveva nelle catacombe. Morì a Lviv il 2 aprile 1959, all’età di 75 anni.

2. Vescovo Basilio Velyčkovskyj, vescovo della Chiesa greco-cattolica ucraina «clandestina», nacque il 1° giugno 1903, a Stanislaviv (Ivano-Frankivsk).
Per oltre vent’anni si dedicò alle missioni tra la gente semplice dei villaggi e delle città anche fuori dell’Ucraina Occidentale.
L’11 aprile 1945 venne arrestato insieme alla gerarchia greco-cattolica. Condannato inizialmente alla fucilazione, la pena gli fu poi commutata in dieci anni di prigione.
Liberato nel 1955, ritornò a Lviv, dove svolse clandestinamente l’attività pastorale.
Nominato Vescovo nel 1959, potè essere consacrato solo nel 1963, a Mosca, in una camera d’albergo.
Il 2 gennaio 1969 fu arrestato nuovamente e condannato a tre anni di reclusione, ma venne rilasciato dopo pochi mesi perché malato di cuore. Fu “invitato” ad andare in Jugoslavia.
Il 15 giugno 1972 andò a Winnipeg in Canada, dove morì il 30 giugno 1973, a seguito di una sostanza velenosa a lento effetto che gli era stata somministrata prima della sua partenza per la Jugoslavia.

3. Zenone Kovalyk, sacerdote, nacque il 18 agosto 1903 a Ivatsciv Horiscnij (Ternopil).
Entrato nella Congregazione del Ss.mo Redentore, fu ordinato sacerdote il 9 agosto 1932. Dal 1932 svolse l’apostolato missionario tra gli ortodossi in Volynia. Inviato a Lviv, ricoprì la carica di economo della comunità e della metropolia di Lviv.
Arrestato dai bolscevichi il 20 dicembre 1940, subì torture e brutali interrogatori.
Quando il 29 giugno 1941 la città di Lviv fu presa dalle truppe tedesche e furono aperte le prigioni sovietiche, il Beato fu trovato crocifisso alla parete di un corridoio della prigione di Brihidchy.

4. Ivan Ziatyk, sacerdote e vicario generale della Chiesa greco-cattolica ucraina, nacque il 26 dicembre 1899 ad Odrekhova (Sjanok, Sanok) in Galizia.
Il 15 luglio 1935 entrò tra i Redentoriosti. Nel gennaio 1948 fu nominato vice-provinciale e vicario generale di tutta la Chiesa greco-cattolica ucraina.
Arrestato il 24 gennaio 1950, per quasi due anni visse nelle carceri di Zolochiv, di Lviv e di Kiev.
Il 21 novembre 1951 fu condannato a dieci anni di lavori forzati e trasportato nei lager di Ozerlag (Ozernyj) in Siberia.
Il venerdì santo del 1952 fu cruentemente seviziato a bastonate. Si spense tre giorni dopo, il 17 maggio, in uno degli ospedali del luogo.

Ciorani di Mercato San Severino (SA) – Chiesa della SS. Trinità. – L’urna con le reliquie del Beato Sarnelli nella cappella a lui dedicata.

Il Beato Gennaro Maria Sarnelli, sacerdote
Gennaro Maria Sarnelli nacque a Napoli il 12 settembre 1702. Figlio del Barone di Ciorani, da fanciullo ebbe una solida formazione culturale e spirituale. Dedicatosi allo studio della giurisprudenza, a vent’anni, si laureò in diritto civile ed ecclesiastico.
♦ Assistendo gli ammalati dell’ospedale degli Incurabili, avvertì la chiamata al sacerdozio. In questo tempo fece anche conoscenza con Alfonso Maria de Liguori, che ne fu il primo biografo.
Diventato sacerdote nel 1732, si dedicò particolarmente alla catechesi dei fanciulli e al recupero e prevenzione delle ragazze esposte al meretricio.
♦  Entrato a far parte, nel giugno dell’anno seguente, della Congregazione del SS. Redentore, fondata da Alfonso Maria de Liguori il 9 novembre 1732, si dedicò alla predicazione della Parola di Dio nei paesi più destituiti di aiuti spirituali.
♦  Per motivi di salute, nel 1736, ritornò ad abitare a Napoli dove, pur continuando l’attività missionaria nella Congregazione redentorista, riprese le precedenti attività pastorali e caritative, specialmente tra gli ammalati, gli anziani, i carcerati e i fanciulli costretti al lavoro di facchini.
Iniziò anche una fervente campagna contro il dilagare della prostituzione e il vizio della bestemmia.
♦  Fertile scrittore, pubblicò in questo tempo oltre 30 opere di contenuto giuridico-sociale, di morale, di mistica, di pedagogia, di pastorale, di mariologia e di ascetica.
Nel 1741, in preparazione alla visita alla Diocesi del cardinale Spinelli, programmò e partecipò alla grande missione tra i paesi, abbandonati spiritualmente, nei dintorni di Napoli.
♦  Consumato dal suo ardente zelo per la salvezza delle anime, si spense a Napoli, il 30 giugno 1744 a circa 42 anni.
Sua Santità Giovanni Paolo II lo proclamato Beato il 12 maggio 1996.

A Ciorani (in provincia di Salerno), che era feudo della Baronia del papà e che poi è diventata la prima Casa Redentorista, il Beato Sarnelli è venerato nella chiesa della SS. Trinità in una cappella restaurata ex novo e con una statua nuova per continuare ad annunziare l’abbondante redenzione.

Il “giugno redentorista”, che celebra il Sacro Cuore di Gesù  e la Madonna del Perpetuo Soccorso, si chiude con due gloriosi appuntamenti: i quattro Beati Redentorista Martiri Ucraini, proclamati Beati da Giovanni Paolo II il 27 giugno 2001 e vengono celebrati il 28 giugno; e il Beato Gennaro Maria Sarnelli, amico, compagno e confratello carissimo a S. Alfonso che viene celebrato il 30 giugno.

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