Corpus Domini, il nostro paradiso

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Corpus Domini, il nostro paradiso.

Questa solennità del 2020 viene celebrata con i limiti imposti dalle circostanze del coronavirus. Ma il mistero eucaristico resta sempre vivo.
– L’Eucaristia è il Signore Gesù che resta con noi, presente con il suo Corpo e il suo Sangue nel pane e nel vino consacrati. In questo dono prezioso, la Chiesa trova la forza per compiere la sua missione fino ai confini della terra, nell’attesa del suo ritorno alla fine dei tempi.
– Gesù, Parola fatta carne, si offre a noi come pane vivo. Egli è l’unico cibo capace di dare la vita eterna. – Di questo Pane abbiamo tutti bisogno, perché lungo e faticoso è il cammino verso la libertà, la giustizia e la pace.
– Per esaltare questo mistero noi cantiamo, mentre portiamo in processione il Santissimo Sacramento; cantiamo e lodiamo Dio che si è rivelato nascondendosi nel segno del pane spezzato.

Dal Vangelo di questa domenica (Gv 6,51-58).
♦ In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Sequenza
Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi.
♦ Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo, di un corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli.
Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa.
  Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26). Gesù afferma: “Io sono il pane”. Egl è il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53).
♦ Comunicandoci il suo Corpo e il suo Sangue, Gesù non ci dona soltanto la vita, ma il suo stesso modo di vivere. Ci comunica una vita che non può rimanere prigioniera della morte, perché vince le logiche del peccato con quelle di un amore che non trattiene nulla per sé.
Gesù ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. L’Eucaristia è il nostro paradiso.

L’Eucaristia è il nostro paradiso.
♦ Di fronte a una realtà tanto grande, la Venerabile Madre M. Caterina Lavizzari (+ 1931) esclamava convinta: «Gesù-Ostia, è nostro Paradiso in terra». Parole che sono espressione, più che della dottrina, di un un cuore innamorato di Dio, e che sintetizzano mirabilmente il legame inscindibile tra il mistero trinitario e quello eucaristico.
  Che cosa è il Paradiso se non la vita divina, ossia la vita trinitaria?  Che bello se avessimo questa persuasione di fede ogni volta che ci accostiamo al banchetto eucaristico!
Il desiderio di giungere in Paradiso, all’incontro pieno con Dio, ci aiuti ad affrontare la quotidianità, riconoscendo e adorando nei nostri cuori la SS. Trinità. Nutrendoci assiduamente del Corpo e Sangue di Cristo cresceremo di giorno in giorno in questa comunione di amore.
(Benedettine del SS. Sacramento, Ghiffa -VB).

Ogni anno la solennità del Corpus Domini è onorata dalla Processione Eucaristica in ogni città e, in molti luoghi è rallegrata da bellissime infiorate che esaltano il Mistero dell’Eucaristia. Quest’anno, per le conseguenze del coronavirus le processioni sono state limitate o addirittura annullate: ma la Benedizione col SS. Sacramento, almeno dal sagrato della chiesa, ogni parrocchia la può vivere. – Questa solennità invita espressamente i fedeli ad onorare il Corpo di Cristo sacrificato per noi. Il cristiano, poi, non può dimenticare che la Carne di Cristo è quella dei sofferenti, dei malati, dei profughi che bisogna onorare con ogni rispetto e amore. L’Eucaristia è il nostro paradiso: ci unisce a tutta la Trinità e ai nostri fratelli.

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