Donare con cuore generoso

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Donare con cuore generoso.

Quante volte ci accorgiamo (ma dopo) che nel fare una elemosina non eravamo preparati: o per un senso di fastidio, o per non aver pronti gli spiccioli (!) da donare, o per altri motivi. E il tutto (o poco) donato senza gioia e senza amore.
– E se è mancato l’amore, non c’è stata generosità nel cuore… e rimane il rimpianto di non aver fatto bene la buona azione non ci fa stare tranquilli.
– Tutti sono in grado di donare il poco (o molto) che hanno, ma questo poco (o molto) dovrà passare dal cuore, che non sempre è pronto alla generosità.
– E alla fine il Signore darà a ciascuno secondo quanto egli avrà donato in vita ai suoi fratelli, come rivela la seguente parabola, veramente istruttiva di Tagore.

Ero andato mendicando di uscio in uscio lungo il sentiero del villaggio, quando in lontananza mi apparve il Tuo aureo cocchio, simile a un sogno meraviglioso.
♦ Mi domandai: chi sarà mai questo Re di tutti i re? Crebbero le mie speranze, e pensai che i giorni tristi sarebbero ormai finiti; stetti ad attendere che l’elemosina mi fosse data senza doverla chiedere, e che le ricchezze venissero sparse ovunque nella polvere.
♦ Il cocchio si fermò accanto accanto a me; il Tuo sguardo cadde su di me, e Tu scendesti con un sorriso.
Sentivo che era giunto alfine il momento supremo della mia vita.
Ma Tu, ad un tratto, mi stendesti la mano destra dicendomi: «Che cos’hai da darmi ?».
Ah, quale gesto veramente regale fu quello di stendere la Tua palma per chiedere l’elemosina ad un povero!
Esitante e confuso, trassi lentamente dalla mia bisaccia un acino di grano e Te lo porsi.
Ma quale fu la mia sorpresa quando, sul finire del giorno, vuotai a terra la mia bisaccia e trovai nell’esiguo mucchietto di acini, un granellino d’oro!
Piansi amaramente per non aver avuto cuore di darti tutto quello che possedevo…
(fonte: Rabindranath Tagore – Gitanjali – Ed.Paoline).

Ricordiamoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere! (Atti, 20,35).

Quante volte ci accorgiamo (ma dopo) che nel fare una elemosina non eravamo preparati: o per un senso di fastidio, o per non aver pronti gli spiccioli (!) da donare, o per altri motivi. E il tutto (o poco) donato senza gioia e senza amore. E se è mancato l’amore, non c’è stata generosità nel cuore… e rimane il rimpianto di non aver fatto bene la buona azione non ci fa stare tranquilli. – “Ogni volta che avrete donato al più piccolo dei miei fratelli, l’avete donato a me!” – Le sorprese del Signore ci sorprenderanno sempre.

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