Grati a Papa Francesco delle messe mattutine

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Grati a Papa Francesco delle messe mattutine.

– Ieri 18 maggio Papa Francesco alle 7 di mattina ha celebrato la messa sulla tomba di san Giovanni Paolo II nel centenario della nascita. E il giorno prima domenica 17 l’aveva celebrata per l’ultima volta in diretta TV da Santa Marta, con ascolti incredibili in tutto il mondo. E’ stato come seguire il buon Pastore che si prende cura del gregge che gli è stato affidato. Figura di Gesù Buon Pastore, ma anche più familiarmente con il buon parroco di tutto il mondo.
– Ora che nella fase 2 della crisi sanitaria del coronavirus è ritornata la possibilità di partecipare di persona alle celebrazioni, Papa Francesco ha invitato al ritorno alla familiarità comunitaria con il Signore nei sacramenti, e come buon parroco, ha invitato a rispettare le prescrizione date dalle autorità al fine di salvaguardare la propria salute e quella degli altri.  – Ha pregato ed invitato a pregare per tutti: ogni giorno è stato come una sorpresa.

♦ La messa di lunedì 18 maggio alle 7 di mattina sulla tomba di san Giovanni Paolo II nel centenario della nascita, è stata l’ultima di una serie di messe che ogni giorno, per più di due mesi, ha accompagnato milioni di persone in tutto il mondo.
In occasione della ripresa delle messe con il popolo in Italia, papa Francesco ha infatti deciso di interrompere la diretta TV della messa mattutina.
La trasmissione in diretta video, radio e streaming della celebrazione della messa mattutina di Santa Marta e la decisione di celebrarla quotidianamente nel periodo di quarantena appena concluso, sono stati un dono inaspettato e bellissimo.
Tante persone, anche lontane dalla Chiesa, si sono sentite accompagnate e sorrette dal Papa che in punta di piedi, a inizio giornata, bussava alle porte delle loro case. In tanti hanno imparato l’importanza e il conforto dell’incontro quotidiano con il Vangelo. Mai in così tanti avevano seguito la liturgia dei giorni feriali in tv, proposta senza commenti e con alcuni minuti di adorazione silenziosa del Santissimo Sacramento.

  La bellezza e la semplicità delle omelie a braccio pronunciate dal Papa ci hanno permesso di entrare nelle pagine del Vangelo, come se fossimo presenti quando quei fatti si compivano. Durante l’emergenza che ci ha costretti a rimanere rinchiusi tra le mura di casa, si è confermata l’importanza di questo magistero quotidiano, ancora più decisivo nei momenti di incertezza, di sofferenza, di angoscia, di tante domande sul futuro.
Le omelie di Santa Marta rappresentano un aspetto significativo del servizio di Francesco come Vescovo di Roma.  In molti erano già abituati a seguirle attraverso le sintesi offerte dai media vaticani e i volumi della Libreria Editrice Vaticana che annualmente le raccolgono. Negli ultimi due mesi però è stato diverso, perché la diretta ha offerto la possibilità di partecipare, seppure a distanza, a queste celebrazioni quotidiane, guardando il Papa mentre predica e commenta a braccio le Scritture.

Diversi milioni di persone sono entrate ogni giorno in contatto con queste messe. Tantissimi hanno scritto per ringraziare.
Ora, con la ripresa delle celebrazioni con il popolo nelle chiese italiane, ha inizio una fase nuova. A molti, si può star certi, mancherà questo appuntamento quotidiano. Ma, come ha affermato lo stesso Francesco, c’è bisogno di tornare alla familiarità comunitaria con il Signore nei sacramenti, partecipando di persona alla liturgia.
Senza dimenticare un altro invito del Papa, quello di “frequentare” ogni giorno le pagine del Vangelo, con il contatto quotidiano a cui le messe televisive di Santa Marta ci avevano ormai abituato.

E l’ultimo appuntamento si è svolto davanti alla tomba di San Giovanni Paolo II. Papa Francesco ha celebrato la messa per i cento danni dalla nascita del primo pontefice polacco della storia. Accanto a lui c’erano pochissime persone, per la maggior parte curiali di origine polacca e anche il cardinale Konrad Kraiewski, l’elemosiniere che ai tempi di Giovanni Paolo II era un giovane cerimoniere.
Le qualità di Papa Wojtyla, che è stato un Papa del popolo, Papa Francesco le ha messe in evidenza in tre passaggi: 1. l’immersione nella preghiera, perché senza preghiera un vescovo non è completo; 2. la capacità di essere in mezzo al popolo e si guidarlo; 3. l’intuizione di avere unito il concetto di misericordia a quello della giustizia.

Gli inviti umili e semplici di Papa Francesco a pregare.
Ogni giorno, aprendo la celebrazione, Papa Francesco ha pregato ed invitato a pregare per tutti: ed ogni giorno è stato come una sorpresa.
Come esempio ecco la scaletta delle ultime 16 intenzioni del mese di maggio: dal 17 al 1° maggio.
Il Papa prega per gli addetti alle pulizie.
Il Papa prega: Dio ci difenda dalla mondanità spirituale che corrompe la Chiesa
Il Papa prega: nelle famiglie cresca l’amore.
Il Papa: preghiamo insieme come fratelli per la liberazione da tutte le pandemie
Il Papa prega per studenti e insegnanti.
Il Papa prega per gli infermieri, esempio di eroismo.
Il Papa prega per i disoccupati.
Il Papa prega: l’Europa sia unita e fraterna.
Il Papa prega: il diavolo vuole distruggere la Chiesa per invidia col potere e i soldi
Il Papa prega per gli artisti: senza il bello non si può capire il Vangelo
Il Papa prega: Dio aiuti gli operatori dei media a lavorare sempre al servizio della verità
Il Papa prega: Dio accolga le vittime della pandemia.
Il Papa prega: ci sia pace nelle famiglie e unità nella Chiesa
Il Papa prega per i sacerdoti e i medici che hanno dato la vita
Il Papa prega: Dio aiuti i governanti, siano uniti nei momenti di crisi per il bene dei popoli
Il Papa prega: a nessuno manchi il lavoro, la dignità e la giusta retribuzione

(fonte: vari post di L’Osservatore Romano)

Ieri 18 maggio Papa Francesco alle 7 di mattina ha celebrato la messa sulla tomba di san Giovanni Paolo II nel centenario della nascita. E il giorno prima domenica 17 l’aveva celebrata per l’ultima volta in diretta TV da Santa Marta, con ascolti incredibili in tutto il mondo. E’ stato come seguire il buon Pastore che si prende cura del gregge che gli è stato affidato. Figura di Gesù Buon Pastore, ma anche più familiarmente con il buon parroco di tutto il mondo. Papa Francesco ha pregato ed invitato a pregare per tutti: ogni giorno è stato come una sorpresa. Ci mancherà un po’ questo appuntamento.

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