Il Crocifisso, compagno di viaggio

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il Crocifisso, compagno di viaggio.

– I terroristi dell’ISIS e altri violenti estremisti diventano furiosi con i segni religiosi cristiani e soprattutto quanto si ha a che fare con la croce e il Crocifisso.
– Il Crocifisso è diventato compagno di viaggio del cristiano, anche se a volte viene ostentato con una leggerezza che reca fastidio. Il Crocifisso non è una bandiera da contrapporre e sbandierare in faccia alle persone, ma un segno su cui richiamare la potenza del grande amore di Dio.
– Perciò Gesù crocifisso continua ad essere il conforto dei perseguitati ed anche dei falliti della vita. – “Stretto al Crocifisso, l’occhio avevi in alto fisso” dice una strofetta di un canto in onore di San Gerardo.
– E con il crocifisso in mano si può valicare ogni frontiera, anche quella dell’eternità. Diceva San Paolo “Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo” (Gal 6,14).

Un uomo ben agiato aveva sciupato la vita in mille preoccupazioni, che ora sul letto di morte non contavano niente.
Ebbe però il coraggio di chiamare un sacerdote per chiedergli di confessarlo.
Il sacerdote lo confessò e poi, per l’infinita misericordia di Dio, gli perdonò tutti i peccati della vita e lo riconciliò con Dio.
♦ Ma il moribondo, triste, guardava le sue mani e sospirava:
– Come sono vuote di opere buone le mie mani, come sono vuote!
Allora il sacerdote staccò dalla parete il crocifisso, lo pose tra le mani di quel povero uomo pentito e gli disse:
– Ora le tue mani non sono più vuote! I meriti di Gesù, che ti ama, sono diventati tuoi. Ora possiedi il più grande tesoro, il lasciapassare per il Regno del Padre.
A queste parole il povero uomo si strinse felice il Crocifisso al cuore e morì sereno.

Oggi stesso sarai con me in paradiso!
♦ Santa Teresina di Gesù Bambino aveva pregato ardentemente per la conversione di un crudele omicida condannato alla ghigliottina; e giunse a chiedere con insistenza al Signore di darle un segno della sua conversione, poiché lei viveva in clausura.
♦ Arrivata l’ora della esecuzione il condannato era accompagnato dal prete che voleva dare i conforti religiosi; il condannato, però, respinse con decisione il prete.
Ma nel momento i cui si veniva steso sulla panca della ghigliottina con gesto rapido e forte strappò il crocifisso dalle mani del prete e lo baciò; poi offri il collo alla ghigliottina.
I giornali parlarono di questo estremo gesto.
Santa Teresina ebbe il segnale richiesto della conversione del povero peccatore.

Uno dei due “malfattori” disse:«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo Regno!».
– «In verità ti dico: Oggi sarai con me in Paradiso»” (Luca 23, 42-43)

Il Crocifisso non è una bandiera da contrapporre e sbandierare in faccia alle persone, ma un segno su cui richiamare la potenza del grande amore di Dio. Dio ama l’umanità e il Crocifisso resta il segno del suo amore. Perciò Gesù crocifisso continua ad essere il conforto dei perseguitati e dei falliti della vita. Con il crocifisso in mano si può valicare ogni frontiera, anche quella dell’eternità.

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