Il nuovo popolo di Dio

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il nuovo popolo di Dio.

– Con questa domenica del tempo ordinario inizia l’ascolto del Vangelo secondo Matteo.
– Oggi ci viene presentato Gesù che, avendo saputo dell’arresto di Giovanni Battista, in una sorta di ritirata prudenziale, torna in Galilea, «nella terra di Zàbulon e di Nèftali», una citazione del profeta Isaia (l Lettura). Si compiono le Scritture.
– La predicazione di Gesù inizia con la chiamata dei primi quattro discepoli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni.
– In Galilea Gesù inizia il suo ministero. La sua parola è luce che dirada le tenebre e scalda i cuori, la sua chiamata trasforma la vita dei primi discepoli.
– Mettiamoci anche noi al seguito del Maestro, per essere da lui guidati alla pienezza della vita. – Oggi ricorre la Domenica della Parola.

Dal Vangelo di questa domenica. (Mt 4,12-23).
Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Gesù è la luce per noi.
Nella nostra vita, vediamo spesso tenebre, resistenze, difficoltà, compiti non risolti che si accumulano davanti a noi come un’enorme montagna, problemi con i figli, o gli amici, con la solitudine, il lavoro non gradito…
Tra tutte queste esperienze penose oggi ci raggiunge la buona parola: “Non vedete solo le tenebre, guardate anche la luce con cui Dio rischiara la vostra vita. Egli ha mandato Gesù per condividere con voi le vostre pene. Voi potete contare su di lui che è al vostro fianco, luce nell’oscurità.
Nella «Galilea delle genti» nasce il nuovo popolo di Dio che Gesù invita alla conversione, al cambiamento di mentalità e del proprio modo di agire perché «il regno dei cieli è vicino».
Il popolo d’Israele è sempre rivolto al futuro, alle promesse. Con Gesù il futuro è diventato presente.
  La speranza e le attese dei profeti si realizzano: siamo chiamati a cambiare i nostri egoismi in amore.
– Cristo Gesù non può essere diviso, ci ricorda l’apostolo Paolo. La fede nell’unico Salvatore deve esprimersi ed essere testimoniata in una vera unità che la grazia del Signore trasforma in comunione. Questa comunione è l’impegno che la parola di Gesù oggi chiede a ciascuno di noi.
(Mons. Domenico D’Ambrosio, Arcivescovo emerito di Lecce, in ladomenica.it)

La Domenica della Parola
  La Domenica della Parola è stata definitivamente fissata da papa Francesco nella III Domenica del Tempo Ordinario.
Sarà quindi celebrata nel periodo dell’anno nel quale celebriamo la Giornata del dialogo tra cattolici ed ebrei e la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani.
♦  Il Documento che istituisce la celebrazione si apre con l’espressione: «Aperuit illis» (=”Aprì loro”).
Sono le parole che descrivono la straordinaria esperienza dei primi discepoli di Gesù: alla mensa del pane eucaristico Gesù «aprì loro la mente per comprendere le Scritture» (Lc 24,45).
Qui è il cuore di ogni celebrazione eucaristica: parola e pane ci nutrono all’unica mensa che Gesù ci prepara ogni domenica.
La parola è la Parola di Dio, che a noi viene offerta dalle sacre Scritture e il pane è l’Eucaristia, che fa vivere la nostra Chiesa e la rende missionaria della Parola ascoltata e compresa.
È infatti nell’Eucaristia celebrata e ricevuta che la Parola di Dio trova la sua comprensione e il suo compimento.
(don Primo Gironi, ssp, in ladomenica.it).

Se il popolo d’Israele è sempre rivolto al futuro, alle promesse, con Gesù il futuro è diventato presente. Egli è la luce per noi. A dei semplici pescatori disse: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono». – E il mondo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, la luce di Dio nel suo Figlio Gesù.

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