Il perdono rende liberi e forti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il perdono rende liberi e forti.

– Perdonare non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio e di amore nei confronti di sé stessi.
– Perdonare non è facile, ma è la più grande virtù che porta benefici a questo nostro mondo. Se vi fosse il perdono nella società, nella famiglia, nella comunità, la terra non sarebbe più come una gabbia di belve feroci ma una oasi di pace, di Paradiso.
– Il perdono ci rende simili a Dio che ci ama fino al punto di perdonare sempre, perdonare tutto, perdonare tutto sino all’oblìo.
– Bisogna imparare a perdonare, non tanto perché gli altri meritano il perdono, ma perché noi meritiamo la pace! Perdonare fa bene prima di tutti a noi. – La storia di oggi ci induce ad una attenta riflessione e non ci lascia scappatoie.

Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate:
– Pensa a tutte le persone che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco.
♦ Il discepolo pensò ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riempì di patate.
Disse il saggio:
– Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana. Poi ne parleremo.
♦  Inizialmente il discepolo non pensò alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma dopo un po’, divenne sempre più un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre più faticoso portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
♦ Dopo qualche giorno, il sacco cominciò a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole.
♦  Finalmente la settimana terminò. Il saggio domandò al discepolo:
– Nessuna riflessione sulla cosa?.
– Sì Maestro. – rispose il discepolo – Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negatività diventa un fardello per noi, e dopo un po’, peggiora.”
– Sì, questo è esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo alleviare questo fardello?
– Dobbiamo sforzarci di perdonare.
– Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi rancore sei capace di perdonare?
  – Ci ho pensato molto, Maestro. – disse il discepolo – Mi è costata molta fatica, ma ho deciso di perdonarli tutti.
(fonte: Piccole storie web)

Dice Gesù (Luca 6, 36-38):
«Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Perdonare non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio e di amore nei confronti di sé stessi. Perdonare non è facile, ma è la più grande virtù che porta benefici a questo nostro mondo. – Bisogna imparare a perdonare, non tanto perché gli altri meritano il perdono, ma perché noi meritiamo la pace! Perdonare fa bene prima di tutti a noi.

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