Il perdono vince l’odio

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Il perdono vince l’odio.

Il 26 maggio sarà beatificata a Piacenza la missionaria della Consolata Suor Leonella Sgorbati, uccisa nel 2006 in Somalia. Era arrivata in Kenya nel 1970. Ha trascorso in Africa 36 anni, come infermiera, ostetrica, facendo nascere oltre quattromila bambini, e direttrice di scuole per infermieri. Prima di morire chiese per tre volte “perdono” per il suo assassino. Aveva scritto sette mesi prima: «Il mio andare in Somalia è la risposta a una chiamata: tu, Padre, hai tanto amato la Somalia da donare il tuo figlio… E io dico con lui “questo è il mio corpo, questo è il mio sangue donato per la salvezza di tutti”». Consapevole dei rischi, era andata incontro al martirio affidandosi a Dio. Il mondo ha potuto ammirare il coraggio della religiosa uccisa uccisa con sette pallottole insieme alla guardia del corpo musulmana. Papa Francesco ha riconosciuto il suo martirio, avvenuto “in odium fidei”.

♦ Suor Leonella Sgorbati viene assassinata il 17 settembre 2006, a 65 anni,a Mogadiscio da due sicari che le sparano alle spalle, all’uscita dall’ospedale dove ha appena tenuto il suo corso per infermiere. Sette pallottole colpiscono lei e la guardia del corpo Mohamed Mahamud Osman, musulmano e papà di quattro figli, che muore nel tentativo di difenderla.
Una consorella, Marzia Ferra, racconta così i suoi ultimi istanti: «Era ancora viva, sudava freddo, ci siamo prese per mano, ci siamo guardate e prima di spegnersi come una candelina, per tre volte mi ha detto: “Perdono, perdono, perdono”». Una parola, ripetuta tre volte.

La rischiosa scelta di Mogadiscio
♦ Suor Leonella, al secolo Rosa Sgorbati, era nata nel 1940 a Rezzanello di Gazzola (Piacenza). Era una missionaria della Consolata,
Dopo una vita trascorsa in missione nei Paesi africani, come infermiera specializzata, nel 2000 ricevette una proposta dalla Somalia, dove era rimasto solo un piccolo gruppo di sue consorelle che lavoravano come volontarie nell’Ospedale Sos, Kinderdorf International, l’ unica struttura sanitaria a Mogadiscio a offrire cure gratuite in ambito pediatrico.
♦ Per la sua competenza Suor Leonella era stata chiamata a far parte del Consiglio nazionale degli infermieri, a Nairobi, e a partecipare al progetto del ministero della Sanità del Kenya “Salute per tutti per il 2000”, che aveva l’ obiettivo di creare nelle zone rurali, dove si concentrava l’ 80% della popolazione, centri sanitari autogestiti.
Ecco la genesi della della scuola per infermieri e infermiere, che suor Leonella riesce ad aprire nel 2002. E nel 2006, l’ anno della sua morte, si diplomano le prime 34 infermiere.
Per solennizzare la celebrazione suor Leonella fa indossare agli studenti la “toga”. L’avvenimento, mai avvenuto prima in Somalia, viene trasmesso dalla tv locale, e anche in Kenya.

La cultura dell’odio e del sospetto dopo Ratisbona
♦ Qualcuno però comincia a dire che la suora sta facendo di tutti questi giovani dei cristiani. Anzi I più radicali, vedendo i ragazzi con le toghe, dicono che ella li ha già vestiti da “padri”. Forse è questo il movente del suo assassinio.
♦ C’è da dire che nel 2006 la Somalia è pervasa da fortissime tensioni. Dopo il 12 settembre, giorno del discorso di papa Benedetto XVI a Ratisbona (e cinque giorni prima dell’omicidio di Suor Leonella), scoppiano proteste in tutto il mondo islamico alimentate dai gruppi più radicali.
♣ Dopo il 12 settembre, giorno del discorso di papa Benedetto XVI a Ratisbona, scoppiarono proteste in tutto il mondo islamico alimentate dai gruppi più radicali. Che era successo a Ratisbona? Benedetto XVI vi tenne una lezione a quell’università tedesca. Il tema era sul diritto delle singole coscienze di aderire o non aderire liberamente a una fede. Il Papa osservò che Maometto, dopo avere in gioventù ammesso la facoltà di scelta, una volta raggiunto il potere, impugnò la spada per convertire il prossimo. Il Papa spiegò dove stava l’errore e propose un «dialogo sincero» per estirpare la radice di violenza, presente anche in una certa visione del Dio cristiano e nell’ideologia atea. E tutto alla luce della ragione, vedendola come riflesso dell’Onnipotente. E fu ribellione in tutto il mondo islamico.
  «Una mattina suor Leonella, che si alzava molto presto per pregare, disse sconvolta alle sorelle che si doveva pregare e offrire molto per il Papa e per la Chiesa perché aveva sentito dalla radio che il mondo musulmano era in grande agitazione a causa di un discorso del Papa a Ratisbona».

Il suo martirio
♦ Il 17 settembre 2006 era domenica, suor Leonella aveva terminato la lezione alla scuola infermieri dell’ ospedale e stava rientrando al Villaggio Sos dove abitava, situato dall’altra parte della strada, quando venne colpita a morte. La sua guardia del corpo morì subito, lei venne portata ancora viva in ospedale, dove tanti somali si offrirono per le trasfusioni di sangue.
  Una consorella, Marzia Ferra, racconta così i suoi ultimi istanti: «Era ancora viva, sudava freddo, ci siamo prese per mano, ci siamo guardate e prima di spegnersi come una candelina, per tre volte mi ha detto: “Perdono, perdono, perdono”».
  Suor Leonella diventa una martire che si aggiunge alla lista degli italiani – consacrati e volontari laici – assassinati in Somalia: l’ultimo vescovo residente a Mogadiscio, Salvatore Colombo, venne assassinato nel 1989; negli anni successivi sono state uccise le missionarie laiche Graziella Fumagalli (1995) e Annalena Tonelli (2003).

  Sul suo diario suor Leonella aveva scritto: «Mi ritorna tra le mani la frase del libro Più forti dell’odio (il martirio dei monaci di Tibihrine, in Algeria, 1996): “Il martirio non può essere visto come una impresa eroica, come un gesto di persone valorose, ma come il naturale evolversi di una vita donata». Prosegue, citando una frase di Christian de Chergé, priore della comunità di Tibhirine: «Ho solo questo momento presente per testimoniare il valore della missione: “Potrò immergere il mio sguardo nello sguardo del Padre per contemplare con lui i suoi figli dell’ islam come lui li vede, totalmente illuminati dalla gloria del Cristo».

Il 26 maggio 2018 la Beatificazione
♦  Suor Leonella il 26 maggio 2018 sarà proclamata beata nella Cattedrale di Piacenza. La celebrazione sarà presieduta dal cardinal Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi.
♦  Saranno presenti i presuli legati alle diocesi in cui la missionaria ha vissuto: il vescovo di Piacenza-Bobbio Gianni Ambrosio, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, il cardinale di Nairobi John Njue, il vescovo di Meru e quello di Nyeri, in Kenya, Antony Muheria e Salesius Mugambi, il vescovo di Gibuti e amministratore apostolico di Mogadiscio Giorgio Bertin.

(Fonti varie dal web).

Il 26 maggio sarà beatificata a Piacenza la missionaria della Consolata Suor Leonella Sgorbati, uccisa nel 2006 in Somalia. Era arrivata in Kenya nel 1970. Ha trascorso in Africa 36 anni, come infermiera, ostetrica, facendo nascere oltre quattromila bambini, e direttrice di scuole per infermieri. Il mondo ha potuto ammirare il coraggio della religiosa uccisa uccisa con sette pallottole insieme alla guardia del corpo musulmana. Papa Francesco ha riconosciuto il suo martirio, avvenuto “in odium fidei”

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