La bisaccia del pellegrino 7-2013

Rubrica religiosa settimanale a cura di P. Salvatore Brugnano

Pensieri sparsi per nutrire la mente e l’anima durante la settimana10ott

 

 

Febbraio 2013, seconda settimana: 10-16  febbraio 2013.

1. Vangelo della domenica 10 febbraio – «Lasciarono tutto e lo seguirono».
2. Aspetti della vita  – XXI Giornata Mondiale del Malato,11 febbraio e inizio della Quaresima con il Mercoledì delle Ceneri.
3. Le Opere di S. Alfonso = Compendio della Dottrina cristiana 1743.
4. Vivere la settimana con la liturgia =  11-16 febbraio 2013.
5. Santi calabresi del passato  = San Lucio vescovo di Reggio Calabria e Beato Proclo da Bisignano.

1. Vangelo della domenica –  (Lc 5,1-11)
Lasciarono tutto e lo seguirono.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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Prima di essere la pietra su cui Cristo avrebbe fondato la sua Chiesa, Pietro-Simone è stato colui che ha percorso per intero il cammino pieno di passione impulsiva ed insieme di incertezze verso il suo Signore. Egli è stato in questo modo colui che ha percorso, prima di noi, l’itinerario che a ciascuno di noi è chiesto di percorrere.
Simone era un pescatore: ciascuno ha il suo lavoro e a ciascuno può capitare di faticare nel buio di tante notti e di non prendere nulla.
Ma interviene quella Presenza che chiede di lavorare sulla sua parola, cioè di vivere la propria esistenza all’interno di quell’avvenimento potente che è Cristo Signore e allora il nostro lavoro e la nostra esistenza trovano una fecondità mai prima conosciuta. In questo stesso momento ciascuno di noi percepisce la propria distanza da quell’abbraccio misericordioso ed insieme la propria estrema vicinanza.
Non saremo chiamati a fare altre cose, ma a farle per un altro scopo. Così Pietro continuerà ad essere pescatore, ma da allora in poi sarà pescatore di uomini.
(La Chiesa.it).

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«Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini»  – Questa liturgia domenicale ci presenta la storia di tre vocazioni dal contesto e prospettive diverse. Esse però mostrano il Signore che chiama per rendere idonei i suoi discepoli a divenire apostoli.
Isaia nel tempio (I Lettura) contempla la maestà del Signore e i serafini che proclamano la sua santità ineffabile. Di fronte alla gloria divina, Isaia avverte la sua indegnità ma, dopo aver ascoltato la voce di Dio, si offre come suo profeta.
Nel Vangelo vediamo che la pesca di Pietro, nonostante il peso di una notte di lavoro, è andata a vuoto. Fedele però al comando del Signore, Pietro ottiene una pesca miracolosa.
L’Apostolo Paolo, (II Lettura) che ha scoperto Cristo quale Messia d’Israele grazie ad una rivelazione divina, si è affaticato più di tutti per annunciare il Vangelo. Come Isaia, dobbiamo entrare nel Tempio del Signore per udire la sua voce.
Imitare Pietro, che si predispone all’incontro con il Maestro divino lavorando con onestà, e ora, da apostolo, diventa pescatore di uomini. Infine comportarci come Paolo, che comprende che la sua predicazione è sorretta soprattutto dalla grazia del Signore. (Sergio Gaspari, smm in La Domenica). 

Una preghiera per restare vigili
Sostienici, o Signore, con la tua grazia, affinché la nostra fiducia in te non venga meno quando il nostro impegno missionario non produce i frutti sperati. Fa’ che, confidando nelle tue parole di vita eterna, otteniamo uno slancio sempre nuovo, affinché possiamo continuare a lavorare per la diffusione del tuo regno e per essere “pescatori” di uomini che conoscono la via che conduce a te, datore del vero bene e della vera felicità.
(D. Mariano Grosso, osb.)
 2. Aspetti della vita
XXI Giornata Mondiale del Malato – 11 febbraio 2013
“Il Buon Samaritano: va’ e anche tu fa’ lo stesso” (Lc 10,37)
La sollecitudine della Chiesa per il mondo dei sofferenti e dei loro familiari, degli operatori sanitari, degli operatori pastorali nonché dei volontari, trova espressione in questo anno nel tema scelto dal Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato (GMM) 2013, ovvero «Il Buon Samaritano: va’ e anche tu fa’ lo stesso» (Lc 10, 37).
L’icona di riferimento è la parabola evangelica del Buon Samaritano con l’invito pressante che Gesù continua rivolgere, in particolare al mondo della malattia e dell’assistenza sanitaria nelle sue diverse componenti: sii come il Buon Samaritano, «Va’ e anche tu fa’ lo stesso».
Come si sa, la Giornata Mondiale del Malato si celebra in concomitanza con la ricorrenza della Beata Vergine di Lourdes, al cui santuario affluiscono ogni anno milioni di ammalati per trovare conforto nella fese e speranza per la guarigione.

Il 13 febbraio inizia la Quaresima con il Mercoledì delle Ceneri
Mercoledì delle Ceneri (o Giorno delle Ceneri o, più semplicemente, Le Ceneri), indica il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che, nelle chiese cattoliche di rito romano e in alcune comunità riformate, coincide con l’inizio stesso della Quaresima, ossia il primo giorno del periodo liturgico “forte” a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana.
In tale giornata, pertanto, tutti i cattolici dei vari riti latini sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno e l’astinenza dalle carni.
La parola “ceneri” richiama in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la caducità della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale della Quaresima.
Per questo il rito dell’imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra la tradizionale «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» o la più recente «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15).

 

3. Le Opere di S. Alfonso
Compendio della Dottrina cristiana 1743*
È probabile che questo compendio fu redatto in seguito alla missione generale dell’arcidiocesi che il card. Spinelli aveva ordinato nel 1741 e di cui aveva affidato ladirezione a S. Alfonso. Cominciata nel 1741, la missione si prolungò per circa 15 mesi. E’ stato senza dubbio dopo il suo ritorno a Ciorani nel 1742, che S. Alfonso ha redatto questo Compendio che doveva realizzare qualcuno dei Desiderata del Cardinale espressi nelle Istruzioni ai Missionari destinati a percorrere la diocesi di Napoli (Napoli 1741).
Nel 1948 nella biblioteca Lucchesiana di Agrigento, il P. Raimondo Telleria scoprì l’edizione integra del Compendio della Dottrina cristiana di S. Alfonso, già pubblicata dal Santo una prima volta nel 1744 e una seconda volta nel 1758. Erano trascorsi due secoli dalla prima pubblicazione.
Il libretto, di piccole dimensioni, si presenta in 24 pagine di 14,5 x 8 cm, e di queste pagine solo 18 sono contengono il Catechismo; le altre sono contengono preghiere per la Messa e formule di atti cristiani per la santificazione della vita quotidiana.
L’opuscolo per un tempo contribuì alla evangelizzazione dell’archidiocesi di Napoli: verso la fine del secolo XVIII si trova la Dottrina Cristiana ristampata per ordine dell’Em.mo card. Zurlo, arc. di Napoli, ad uso della sua chiesa, Napoli 1796. Oggi rimane, almeno per noi, una chiara testimonianza dello zelo pastorale, col quale S. Alfonso rispose alla esortazione pontificia in questa materia e la tradusse in pratica.
Il valore e il merito di questo catechismo alfonsiano non si nasconde. Basta qui ricordare una testimonianza del simpatizzante giansenista Andrea Serrao (De claris catechistis…, libri III, Napoli, 1769, p. 231), che (con un suo certo rammarico) riconosce S. Alfonso tra coloro che hanno fatto con successo catechismo ai fanciulli, agli adulti, ai rustici… seguendo il Bellarmino.
Ai nostri giorni, il rev.mo mons. Costantino Caminada, successore del Santo alla cattedra di S. Agata nonché cultore delle sue opere, rileggendo il manoscritto alfonsiano, afferma: “Dal punto di vista pedagogico… mi sembra che eccella, oltre che per la sicurezza della dottrina, per la semplicità, per la concretezza, per l’efficacia. Le risposte catechistiche del Santo Vescovo di S. Agata dei Goti sono pressoché tutte semplicissime per la linearità del pensiero e per la costruzione volutamente elementare del periodo… Il Santo, a nostro avviso, ha saputo resistere alla tentazione di voler dir tutto. Ha saputo scegliere l’essenziale, necessario da sapersi da ogni buon cristiano di qualsiasi anche umile condizione, e distillarlo in formule di prima evidenza… Sono concrete e sono efficaci… Certe formule alfonsiane sono rimaste insuperate e forse non sarebbe un male ritornarvi”. (Tratto da un articolo di Raimondo Telleria in Spicilegium Historicum 4 (1956), pp. 259-266).
Per leggere, apri il collegamento.

 

4. Vivere la settimana con la liturgia

V Settimana del Tempo Ordinario
(11-12 febbraio) Liturgia delle Ore: I Settimana. 

11  febbraio  (lunedì) – Colore liturgico bianco.- Giornata mondiale del malato

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Gioisca il Signore per tutte le sue creature. – Dovunque egli approdi, la fama di Gesù lo precede. Viene riconosciuto dalla folla come colui che può liberare da ogni male, sia spirituale che fisico.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Gen 1,1-19; Sal 103,1-2a.5-6.10.12.24.35c; Mc 6,53-56. 21a.
  • – Santi di oggi  =  Beata Maria Vergine di Lourdes. San Pasquale I.

12  febbraio  (martedì) – Colore liturgico verde.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra! – Le pratiche rituali degli antichi sono, a volte, solo esteriori. La tradizione non deve prevalere sui comandamenti di Dio, bensì onorarlo con il cuore e non solo con la bocca.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Gen 1,20 – 2,4a; Sal 8,2.4-9; Mc 7,1-13.
  • – Santi di oggi  =  Santi Martiri di Abitene; San Benedetto di Aniane.

Tempo di Quaresima
(13-16 febbraio) Liturgia delle Ore: IV Settimana

13  febbraio  (mercoledì) – Colore liturgico viola.Le Ceneri – astinenza e digiuno

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Perdonaci, Signore: abbiamo peccato. – Ecco il nuovo stile di fede inaugurato da Gesù: praticare la giustizia e il digiuno con discrezione, pregare.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Gl 2,12-18; Sal 50,3-6.12-14.17; 2Cor 5,20 – 6,2; Mt 6,1-6.16-18.
  • – Santi di oggi  =  San Martiniano; San Benigno.

14  febbraio  (giovedì) – Colore liturgico bianco.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo. – Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo, patroni d’Europa. – Questi due fratelli di Salonicco, all’inizio del sec. IX, evangelizzarono la Pannonia e la Moravia, e crearono un alfabeto per tradurre i libri sacri dal greco in lingua slava. Papa Adriano II accreditò la loro opera liturgica. Cirillo morì a Roma il 14 febbraio 869. Metodio, ordinato vescovo di Srijem (Croazia) e nominato legato presso gli Slavi, a Velehrad (Repubblica Ceca), il 6 aprile 885, morì. Il beato Giovanni Paolo II nel 1980 li ha proclamati, con san Benedetto abate, patroni d’Europa.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Is 52,7-10; Sal 116,1-2; Lc 10,1-9.
  • – Santi di oggi  =  San Valentino.

15  febbraio  (venerdì) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto. – La presenza di Gesù, lo sposo atteso, trasforma radicalmente ogni regola religiosa e qualunque pia pratica, anche di tipo alimentare.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  Is 58,1-9a; Sal 50,3-6ab.18-19; Mt 9,14-15.
  • – Santi di oggi  =  Santi Faustino e Giovita; San Claudio La Colombière.

16  febbraio  (sabato) – Colore liturgico viola.

  • Pensiero dalle letture bibliche di oggi  = Mostrami, Signore, la tua via. – Se sono i malati ad aver bisogno del medico, Gesù non può che curare in primo luogo lo spirito di coloro che, come il pubblicano Levi, sono ancora lontani dai comandamenti di Dio.
  • – Letture bibliche alla Messa di oggi  =  . Is 58,9b-14; Sal 85,1-6; Lc 5,27-32.
  • – Santi di oggi  =  Santa Giuliana; Beato Giuseppe Allamano; Beato Nicola Paglia.

 

5. Santi calabresi del passato o venerati in Calabria
San Lucio vescovo di Reggio Calabria (15 febbraio)
Di lui si sa ben poco, fu vescovo di Reggio Calabria subendo il martirio insieme a Saturnino, Catulo e Magno. Nel 1680 Padre Giuseppe Foti fece pervenire a Padre Antonio Battaglia, superiore dei gesuiti di Reggio, un prezioso reliquiario ligneo dorato contenente una reliquia di San Lucio, che venne esposta per qualche giorno in Cattedrale, prima di essere collocata definitivamente presso l’istituto dei Gesuiti. Il culto si diffuse sempre di più; nel 1714 il Sindaco di Reggio si rivolse alla Sacra Congregazione dei Riti, ottenendo con decreto del 1721 che San Lucio fosse dichiarato compatrono di Reggio Calabria.

Beato Proclo da Bisignano (19 febbraio)
Questo Beato è uno dei più “esemplari” della storia dei religiosi; di lui colpisce particolarmente la sua condotta di vita. Prima di divenire monaco, aveva un modo di vivere da eremita: digiunava dal mattino al pomeriggio; il pomeriggio fino a sera inoltrata visitava tutte le chiese di Bisignano pregando e facendo genuflessioni davanti alla porta di ciascuna chiesa.
L’incontro fondamentale della sua vita lo ebbe con san Nilo di Rossano ,il quale lo accolse con entusiasmo, rivestendolo dell’abito monacale. Proclo tuttavia continuò a condurre vita ascetica, anzi in modo sempre più rigido, sottoponendo il suo corpo a dure mortificazioni, andando incontro a malattie continue che lo accompagnarono fino alla morte.
Verso l’anno 950, San Nilo, per evitare le scorribande degli Arabi, si era sistemato in un oratorio dedicato a Sant’Adriano, a 35 chilometri da Rossano insieme a tre seguaci: Stefano, Giorgio e Proclo. Ad essi se ne aggiunsero altri, desiderosi di vita eremitica. Nilo organizzò il monastero eleggendovi come abate Proco il quale guidò la comunità con molta umiltà, sapienza e dedizione. Morì nel 975.  .
(da Calabriaecclesia2000.it).

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