La finanza agevolata, Resto al sud e Microcredito imprenditoriale

La parola agli esperti: Franco Grillo e Federico Giordano

Le opportunità per l’imprenditoria calabrese, per l’avvio di attività di impresa per i giovani e le opportunità per il supporto allo sviluppo del proprio business per le imprese

La parola agli esperti: Franco Grillo e Federico Giordano

La finanza agevolata: le opportunità per l’imprenditoria calabrese.
La finanza agevolata ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo del tessuto imprenditoriale nazionale, incrementando la competitività delle imprese esistenti e la nascita di nuove realtà imprenditoriali.
Per perseguire questo ambizioso obiettivo, la finanza agevolata si avvale di strumenti di varia natura: dai finanziamenti agevolati agli sgravi fiscali, dai contributi a fondo perduto alla garanzia del credito, fino agli strumenti di investimento nel capitale di rischio, che possono essere messi a disposizione delle imprese da soggetti diversi e con modalità differenti.
Le fonti della finanza agevolata sono, infatti, differenti: si va dalla legislazione comunitaria, che mette a disposizione delle imprese, dei professionisti e degli aspiranti imprenditori, risorse attraverso i fondi diretti e indiretti, fino alla legislazione nazionale.
La quasi totalità dei contributi pubblici prevede, quale requisito di accesso, quello di avere un codice Ateco ben preciso e indicato all’interno dello specifico Avviso pubblico sia esso un avviso pubblico riferito ad azioni di avvio di attività di impresa (ad esempio per imprenditori giovani o per l’imprenditoria femminile) che ad azioni di consolidamento della propria posizione sul mercato e sul settore di riferimento di attività di impresa già avviate. Attualmente le agevolazioni più interessanti per le imprese e per gli aspiranti imprenditori sono:
– Resto al Sud;
– Microcredito.

Resto al sud: opportunità per l’avvio di attività di impresa per i giovani.
Si tratta di un intervento agevolativo che è rivolto ai giovani tra i 18 e i 46 anni di età residenti in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia che intendono avviare o hanno avviato da poco progetti imprenditoriali in forma individuale o come società.
La manovra è molto interessante in quanto permette ai proponenti di poter accedere ad un’agevolazione che è quantificata in euro 50.000 qualora sia presentata individualmente ma può arrivare fino ad un massimo di 200.000 euro qualora sia presentata in forma societaria.
Concretamente, l’intervento finanziario prevede l’erogazione di un contributo “a fondo perduto” pari al 35,00% e di un “finanziamento con agevolazione in conto interessi” pari al 65,00% che dovrà, in sostanza, essere rimborsato dall’imprenditore in 8 anni a tasso zero potendo contare sulla possibilità di dover restituire le rate con cadenza semestrale a partire dal terzo anno conseguente l’ammissione della propria domanda. Con tale manovra gli aspiranti imprenditori potranno concretizzare i propri progetti di business (comprese le attività libero – professionali) ad eccezione di quelli legati al “commercio” e gli stessi potranno utilizzare l’importo erogato per interventi legati ad eventuali ristrutturazioni e/o manutenzioni delle proprie sedi produttive, per l’acquisto di ’attrezzatura, macchinari e impianti funzionali all’attività da svolgere, per canoni di locazione o spese di utenze ed infine per eventuali ulteriori spese riguardanti sia programmi informativi che capitale circolante.

Microcredito imprenditoriale: opportunità per il supporto allo sviluppo del proprio business per le imprese.
Il microcredito, a differenza delle precedenti misure analizzate, è uno strumento finanziario che nasce con lo scopo di rispondere alle esigenze di inclusione finanziaria di coloro che presentano difficoltà di accesso al credito tradizionale e che non hanno i requisiti specifici per partecipare alle agevolazioni attualmente vigenti. Non si tratta, pertanto, semplicemente di un prestito di piccolo importo, ma di un’offerta integrata di servizi finanziari e non finanziari. Ciò che lo contraddistingue in sostanza dal credito ordinario, infatti, è l’attenzione nei confronti del soggetto richiedente, che si traduce con un supporto a 360° che inizia con la fase di valutazione della pre – fattibilità dell’investimento, continua con il sostegno da parte di un Tutor assegnato al richiedente nella raccolta e predisposizione dei modelli richiesti dall’ente erogatore e si conclude nel supporto per tutti gli adempimenti che vengono richiesti nelle fasi post – erogazione del credito.
Lo strumento del microcredito, nella forma di “microcredito imprenditoriale”, si rivolge a tutti coloro che intendono avviare o potenziare un’attività di microimpresa o di lavoro autonomo e/o che hanno difficoltà di accesso al credito bancario a patto che i soggetti richiedenti nel caso di lavoratori autonomi ed imprese individuali non siano titolari di partita iva da più di cinque anni e che abbiano un numero massimo di dipendenti pari a cinque mentre nel caso di società di persone, società tra professionisti, s.r.l. semplificate e società cooperative siano titolari di partita IVA da non più di 5 anni e con massimo di dieci dipendenti.
Il funzionamento della misura è molto semplice: gli interessati potranno recarsi in una delle banche convenzionate con l’Ente Nazionale per il Microcredito e presentare la propria richiesta.
Da questo momento verranno contattati da un tutor di microcredito che li assisterà per tutta la procedura aiutandoli innanzitutto a capire se la propria idea imprenditoriale abbia la fattibilità economico – finanziaria necessaria per gli step successivi. Anche successivamente lo stesso tutor continuerà ad essere il proprio punto di riferimento. Supporto questo che potrà avvenire mediante l’utilizzo degli strumenti di comunicazione generici (ad esempio via telefono, skype o mail) che mediante rapporto diretto. Il credito concesso non potrà in alcun modo essere utilizzato per eventuale ristrutturazione di debiti in capo al richiedente – beneficiario ma potrà essere utilizzato per:
Acquisto di beni (incluse le materie prime necessarie alla produzione dei beni o servizi e le merci destinate alla vendita) o servizi connessi all’attività;
Pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti soci lavoratori;
Sostenimento dei costi per corsi di formazione aziendale;
Ripristino capitale circolante;
Operazioni di liquidità.

Franco Grillo e Federico Giordano

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