La Madonna del Carmine, la Madonna del mercoledì e del sabato

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

La Madonna del Carmine,
la Madonna del mercoledì e del sabato.

– Il titolo può sembrare una provocazione: e degli altri giorni? Ma certamente è anche Madonna degli altri giorni. Ma la tradizione “carmelitana” si è sviluppata intorno a questi due giorni.
– Mercoledì = per lunga tradizione il mercoledì è il giorno dedicato alla Madonna del Carmine (più che il sabato); e la Madonna viene onorata con devozioni particolari e con fioretti vari.
– Sabato = è il giorno della grande promessa della Madonna: chi avrà portato il suo scapolare fino alla morte, Lei stessa lo preleverà dal purgatorio il primo sabato dopo la sua morte per portarlo in paradiso. – E intorno a questi due giorni si è sviluppata la pratica di una spiritualità spicciola e concreta, fatta di preghiere, digiuni e canti. E i fedeli sono gelosi dell’osservanza di queste tradizioni.

16 luglio, Beata Maria Vergine del Monte Carmelo
♦ Su questo monte, dove un tempo il profeta Elia aveva ricondotto il popolo di Israele al culto del Dio vivente e si ritirarono poi degli eremiti in cerca di solitudine, istituendo un Ordine di vita contemplativa sotto il patrocinio della santa Madre di Dio.
♦ Il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità.
In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo.
Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costruirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo, molto visitato dai pellegrini che si recavano in Terra Santa. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente.
Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell’Ordine, il beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.

I mercoledì della Madonna del Carmine.
♦ Per lunga tradizione il mercoledì è diventato il giorno dedicato alla Madonna del Carmine (più che il sabato); e la Madonna viene onorata con devozioni particolari e con fioretti vari.
♦ Dalla Pasqua a Pentecoste e poi fino alla festa del 16 luglio i mercoledì hanno assunto una forma solenne: furono chiamati infatti ” Mercoledì Solenni Consacrati” alla Madonna del Carmine e diventarono occasione concreta di formare un itinerario spirituale in preparazione alla festa di luglio.
 A Tropea da sempre la chiesa della Madonna del Carmine ospita la celebrazione eucaristica preceduta dalle pratiche di pietà carmelitane.
Quest’anno il timore per la pandemia del coronavirus ha limitato alquanto l’afflusso alla chiesa, restaurata e riaperta al culto il 16 luglio 2019. Ma ugualmente sono risuonate le preghiere e i canti alla Madonna.

Il sabato della promessa.
♦ La madonna apparendo al beato Simone Stock, gli diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
♦ Lo scapolare è il piccolo abito della Madonna del Carmine, indossato , avanti e indietro sule spalle, da coloro che voglio onorarla con segno di totale consacrazione. Storicamente lo scapolare si è evoluto in “abitino” (piccolo abito sempre a forma di scapolare per poterlo portare più agevolmente e infine la concessione di sostituirlo con una medaglia mariana opportunamente benedetta.
Lo scapolare (o l’abitino, o la medaglia) viene imposto sul fedele che ne fa richiesta, con un rito particolare. A Tropea ciò avviene alla vigilia della festa della Madonna che viene vissuta come giornata eucaristica. Anche quest’anno al termine della giornata eucaristica c’è stata la benedizione degli scapolari.

♦ Il 16 luglio 1251 la Vergine apparve a san Simone Stock e gli consegnò lo Scapolare, «un segno di salvezza» per quanti lo avrebbero indossato fino alla morte. – Molti Papi hanno confermato le promesse legate a questa devozione, fondata sulla protezione materna di Maria e inscindibile da una vera pratica cristiana. Disse Pio XII: “Non si tratta di cosa di poco conto, ma dell’acquisto della Vita Eterna”.
S. Alfonso, fondatore dei Redentoristi, è morto con l’abitino addosso, e l’abitino fu trovato incorrotto quando si riesumò quello che restava del suo corpo.
– La Madonna ha promesso a chi porta con sé lo scapolare carmelitano di portarlo in Paradiso nel primo sabato successivo alla sua morte. È il cosiddetto privilegio sabatino. Ma questa promessa è legata ad alcune condizioni che di fatto fanno capire quale sia lo scopo di questa bella devozione. Non si tratta di un facile salvacondotto per entrare al più presto in Paradiso, ma di un aiuto concreto per attendere alla santificazione e alla purezza di vita, senza delle quali in Paradiso non si può entrare.
A bene vedere, non si tratta di una talismano, ma di un segno che ricorda quali siano gli impegni per condurre una vita cristiana intessuta di preghiera, castità e unione permanente col Signore.
– Ecco le condizioni per poter fruire delle promesse del privilegio sabatino:
– portare abitualmente lo scapolare o la medaglia,
– vivere in castità secondo le condizioni del proprio stato,
– recitare il piccolo Ufficio della Madonna che può essere commutato col Rosario o altre preghiere o pratiche penitenziali.
Se non si osservano queste condizioni non si commette alcun peccato, ma non si può pretendere di fruire della promessa fatta dalla Madonna.

Le preghiere e i canti dei semplici.
♦ I canti carmelitani sono numerosi e ci sono raccolte aggiornate, reperibili anche sul web.
Ma un fascino particolare ha i canti popolari dei nostri antichi, le strofette cantate per la novena: si può dire che che ogni parse ha la sua tradizione.
♦ Il popolo canta ciò che ascolta nelle prediche, fa riecheggiare alcuni insegnamenti provenienti dal vangelo o dai santi.
Piace riportare qui con semplicità alcune strofe in vernacolo calabrese delle Serre. Vengono presentate senza ordine ed anche con una traslitterazione incerta; ma ognuno può facilmente capire.

Alla Madonna del Carmine

1. Speranza viva dell’anima mia
Salve purissima Vergine Maria.
Lo scapolare qual dolce segno
Donaste a noi per grande pegno.

2. Grande signora Augusta sovrana
Vergine bella carmelitana.
Dal purgatorio a voi il gran fare
Per quei che portarono lo scapolare.

3, Tu sei rosa senza spina,
Sei la stella mattutina.
Nel purgatorio distendi il tuo velo,
Vergine santa del monte Carmelo.

4. E li grazi chi nui vulimu,
Jamu alla Vergini ca l’avimu,
E di cuori lodata sia,
Di lu Carmine Maria,

5. E si Maria non nvia l’u mantu
Eramu persi tutti quanti,
Ndi coprisci cu lu so velu,
Viva Maria di Monti Carmelu.

6, O Maria carmelitana,
Vera madre del Signor,
Tu soccorri quegli afflitti che
Sospirano il tuo amor.

7. Dall oscuro purgatorio,
Deh tu libera gli afflitti,
E consola i derelitti
Che Sospirano l’amor

8. Si per noi Regina e madre
Si per noi consolazione
Si per noi la barca vana
o Regina carmelitana.

9. Salve del ciel Regina,
Madre pietosa a noi,
Volgi gli sguardi tuoi,
O madre di pietà.

10. Vita dell’alme nostre,
Dolcezza di chi t ama,
Speranza di chi brama
la bella eternità.

11. O Maria Carmelitana,
Cu vi prega e cu vi ama,
Cu si menta l’abitini,
Mu ndi scanzati di malu distinu.

12. O Maria ni prumittisti,
Ca lu sabati chi bena,
Tu ndi libri di ogni pena,
E vi pregi e così sia,
Evviva di lu Carminu Maria.

13. O Maria Carmelitana,
Chi di grazia si funtana,
Li divoti chiamano a Tia,
Di lu Carminu bella Maria.

14. Si li grazi nui vulimu,
Di sta Vergini l’avimu,
E di cori lodata sia
di lu Carmine Maria.

15.Vi pregu a vui Madonna,
Chi di lu cialu siti culonna
E di lu mundu siti regina,
Io vi salutu, Signora divina.

16. Pi lu fruttu chi ndi portasti,
Tuttu lu mundu rallegrasti,
Rallegrate l’anima miia
Io, ti saluti Madonna mia.

La Madonna del Carmine, la Madonna del mercoledì e del sabato: può sembrare una provocazione: e negli altri giorni? Ma certamente è anche Madonna degli altri giorni. Ma la tradizione “carmelitana” si sviluppata intorno a questi due giorni. -S i è sviluppata la pratica di una spiritualità spicciola e concreta, fatta di preghiere, digiuni e canti. E i fedeli sono gelosi dell’osservanza di queste tradizioni. E i fedeli quasi ritrovano la loro identità nel pregarle e nel cantarle.

Condividi l'articolo