Parghelia: l’assessore all’Urbanistica risponde a Mirabello

Riceviamo e pubblichiamo

L’assessore all’Urbanistica LL.PP. del comune di Parghelia Arch. Romina Loiacono risponde alle considerazioni del coordinatore provinciale del PD Michele Mirabello

Il Sindaco di Parghelia Maria Brosio - foto Libertino
Il Sindaco di Parghelia Maria Brosio – foto Libertino

Premesso che esprimiamo apprezzamento per il lavoro svolto dal settore Urbanistica della Regione Calabria, offrendoci finalmente un QTRP, strumento che ha lo scopo di mettere chiarezza in materia ambientale, ambito questo che fino ad oggi nella nostra Regione proprio per la mancanza di uno strumento adeguato ha portato confusione congelamento e degrado, si è ritenuto opportuno inoltrare le osservazioni allo scopo di indurre ad una più facile attuazione dello stesso strumento, allineandoci e condividendo, tra l’altro le osservazioni inoltrate da molti Comuni Calabresi, da alcune province Calabresi e dagli Ordini professionali. La perplessità riguarda proprio la “menzione” inoltrata e mirata al Comune di Parghelia, territorio “sconosciuto” dal Sig. Mirabello che vive ed opera in altro comune peraltro esempio di “di consumo del suolo” con scarsa attenzione alla qualità architettonica in ambito costiero; comprendiamo la grande “sensibilità” ai problemi territoriali, ma per un autentico messaggio democratico l’analisi andrebbe fatta su di un raggio molto piu’ ampio, considerando le osservazioni mosse dai molti comuni calabresi, e non fossilizzandosi su di un unico comune. Questo interesse proprio su Parghelia manifestato in altre circostanze desta dubbi, sulla buona fede di essere veramente promotore di principi democratici, oppure in un’altra chiave di lettura è il solito messaggio politicizzato.
Dunque le osservazioni mosse dalla giunta comunale si basano sugli artt. 11 e 25, del QTRP che fanno riferimento alla costa alla riqualificazione e valorizzazione degli ambiti costieri e marini. Non si puo’ parlare di salvaguardia in maniera approssimativa, poiché comprendere il sistema paesaggistico è cosa complessa, è un’operazione che si attua collegando forme e forze agenti secondo una rete di relazioni e retroazioni. Esso è la risultante di eredità di forze passate o attuali che sfuggono al campo del visibile e sono rappresentate da agenti della dinamica endogena, dalla dinamica esogena, dai fenomeni climatici nonché dall’azione antropica. Imparare a leggere il territorio richiede un cambiamento radicale: significa imparare non solo a guardare, ma ad osservare ed interpretare gli ambienti. La realtà e l’ambiente in cui si vive non devono, infatti essere soltanto visti, osservati e descritti, bensì capiti e questa comprensione diventa possibile solo risalendo alle cause, anche le più lontane, che hanno concorso alla loro formazione. La pianificazione del paesaggio deve essere attuata attraverso una concertazione di soggetti competenti che comprendono e che operano sul territorio, e le fasi di concertazioni avviate dalla Regione Calabria dipartimento Urbanistica sotto la direzione dell’Arch. Saverio Putortì in tutti gli ambiti territoriali hanno avuto questo intento, cosi come le fasi delle osservazioni che si attuano in tutti i processi di Pianificazione. E’ doveroso da parte di chi si dichiara sensibile alle problematiche del territorio e auspica a dei reali cambiamenti essere parte attiva in queste fasi di “confronto”, uniche vere e concrete occasioni di “incidere ulteriormente e maggiormente, attraverso il corretto utilizzo degli strumenti urbanistici, in un’opera di salvaguardia”. Le osservazioni mosse dalla Giunta Comunale riguardano L’art. 3 punto 4 del QTRP che riconferma le aree tutelate per legge ai sensi dell’art. 142 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i., mantenendo così il vincolo tutorio per le coste in una fascia di 300m dalla linea di battigia. Il punto 2 del comma 1 dell’art.11 pone invece un vincolo inibitorio nella fascia costiera interna dalla linea del demanio marittimo per i tratti costieri non antropizzati e non urbanizzati. Quindi da ciò si può ipotizzare che se avessimo una fascia di 300 metri dalla linea di battigia, si arriverebbe al paradosso di avere una prima area di 300 m con vincolo tutorio e altri 300 metri (per un totale di 600 m) con vincolo inibitorio. Ciò porterebbe ad un congelamento con conseguente degrado del territorio. L’art. 25 inoltre non specifica i contenuti del vincolo inibitorio sulle aree costiere non antropizzate, andando anche a contrapporsi con lo stesso art. 11. Per tali motivi il Comune di Parghelia in linea con altri Comuni ha chiesto la rimodulazione dei suddetti articoli e non l’eliminazione come erroneamente sostenuto dalle dichiarazioni del Sig. Mirabello.

L’assessore all’Urbanisticae LL.PP.
del comune di Parghelia
Arch. Romina Loiacono

Condividi l'articolo