Quando si dà la vita per gli altri

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Quando si dà la vita per gli altri

– La cronache di ogni estate non mancano di riportare tragedie di annegamenti al mare e sottolineano le storie di altruismo, di persone che si gettano in acqua per salvare chi è in pericolo
– Colpiscono le storie di chi perde la vita pur di salvarne un’altra. Dare la vita per gli altri fa rassomigliare a Gesù, che ha dato la sua vita per la salvezza di tutti.
– Egli ha detto: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13).  Si guarda con ammirazione all’atto di eroismo e di amore supremo.
– E chi viene salvato non può non dire il suo “grazie totale”, pensando che la sua vita ormai dovrà diventare un dono per gli altri. 

Un ragazzo dà la vita per i suoi fratelli.
Una volta, una famiglia era in vacanza sulla spiaggia. Il padre e il figlio maggiore stavano prendendo il sole sulla sabbia, mentre gli altri due bambini si godevano le onde le onde del mare.
All’improvviso il tempo cambiò e il mare diventò molto mosso. I bambini furono risucchiati dalle alte onde e cominciarono ad annegare.
Il padre, che non sapeva nuotare, gridò al figlio che era con lui: “Salva i tuoi fratelli!”.
Preso un galleggiante, il ragazzo affrontò le onde e riuscì a raccogliere tutti e due, facendoli appoggiare sul galleggiante.
Ma un’enorme ondata si abbatté su tutti. Il ragazzo, con tutte le sue forze, spinse il galleggiante con i due fratellini sulla spiaggia. Mentre spingeva, una grossa onda lo prese e lo trascinò sul fondo. I bambini si salvarono, ma il giovane annegò.
Riuniti sulla spiaggia, tutti piansero con molto dolore. Il padre, che piangeva anche lui, consolò i bambini dicendo: “È un eroe! L’ho mandato per salvarvi e lo ha fatto, anche se ha perso la vita!”

Questo figlio maggiore assomiglia a Gesù Cristo, che, obbedendo al Padre, affrontò le tempeste del mondo e ci ha salvato.  Ma fu ucciso dall’ondata di orgoglio e di odio di coloro che non potevano sopportare il suo amore verso i deboli.
Ecco l’esempio per noi: conviene sforzarci di salvare il nostro prossimo dalle valanghe del mondo peccaminoso, anche se, con questo, potremmo perdere la nostra vita terrena.
E quanti santi lo hanno fatto!

(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Gesù, offrendo la sua vita sulla croce per la nostra salvezza, ha inteso attirare a sé tutta l’umanità non come a una scelta politica, ma come alla sorgente dell’amore che è Dio stesso. Gesù attirerà tutti. Il Crocifisso è diventato segno dell’amore che si sacrifica per l’altro, anche se ci sono atei e fondamentalisti che ancora non lo accolgono. Gesù crocifisso continua ad essere il conforto dei perseguitati e dei falliti della vita. – Ha testimoniato una donna: “Io, musulmana, difendo il Crocifisso ma dico: non strumentalizzatelo. Il crocifisso fa emergere la parte più bella di noi… è un inno alla bontà verso il prossimo, all’accoglienza dell’altro e alla speranza”. -“Stretto al Crocifisso, l’occhio avevi in alto fisso” dice un canto in onore di San Gerardo. Con il Crocifisso in mano si può valicare ogni frontiera, anche quella dell’eternità.

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