Quel pianto di bambini

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Quel pianto di bambini.

Quello che non è riuscito ai politici, ai legislatori, ai mediatori ecc. l’ha ottenuto il pianto dei bambini. ‘Inaccettabile separare migranti dai figli’ ha denunciato a Ginevra l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Raad al-Hussein. Al confine tra Messico e USA duemila bambini sono stati separati dalle loro famiglie perché entrate illegalmente in territorio americano. Pertanto è scesa in campo addirittura e per la prima volta la first lady contro la linea dura sugli gli immigrati al confine col Messico: «Odio vedere bambini separati dalle loro famiglie e spero che entrambi gli schieramenti possano alla fine unirsi per ottenere una riforma migratoria di successo… Crede che dobbiamo essere un Paese che segue tutte le leggi ma anche un Paese che governi col cuore». E il mondo si è mosso.
– I bambini sono dono di Dio, come dimostra la nascita di San Giovanni Battista che si celebra in questo giorno.

Dal vangelo di questa domenica (cf. Lc 1,57-66.80)
♥ Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. (…) Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
♥ Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui. (…).

♦ Nasce il bambino, figlio del miracolo, nasce come lieta trasgressione, viene alla luce come parola felice, vertice di tutte le natività del mondo: ogni nascita è profezia, ogni bambino è profeta, portatore di una parola di Dio unica, pronunciata una volta sola.
♦ Volevano chiamare il bambino con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma i figli non sono nostri, non appartengono alla famiglia, bensì alla loro vocazione, alla profezia che devono annunciare, all’umanità; non al passato, ma al futuro. La madre Elisabetta prende la parola: «Si chiamerà Giovanni», che significa dono di Dio: nella cultura biblica dire “nome” è come dire l’essenza della persona.
Elisabetta sa bene che l’identità del suo bambino è di essere dono, che la vita che sente fremere, che sentirà danzare, dentro di sé viene da Dio. Che i figli non sono nostri, vengono da Dio: caduti da una stella fra le braccia della madre, portano con sé lo scintillio dell’infinito. E questa è anche l’identità profonda di noi tutti: il nome di ogni bambino è “dono perfetto”.
♦ E domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse… Il padre interviene, lo scrive: dono di Dio è il suo nome, e la parola torna a fiorire nella sua gola.
♥ Nel loro vecchio cuore i genitori sentono che il piccolo appartiene ad una storia più grande. Che il segreto di tutti noi è oltre noi. A Zaccaria si scioglie la lingua e benediceva Dio: la benedizione è un’energia di vita, una forza di crescita e di nascita che scende dall’alto e dilaga. Benedire è vivere la vita come un dono: la vita che mi hai ridato/ ora te la rendo/ nel canto (Turoldo).

♥ Che sarà mai questo bambino? Grande domanda da ripetere, con venerazione, davanti al mistero di ogni culla.  Cosa sarà, oltre ad essere vita che viene da altrove, oltre a un amore diventato visibile? Cosa porterà al mondo questo bambino, dono unico che Dio ci ha consegnato e che non si ripeterà mai più?
(fonte: Ermes Ronchi, Avvenire.it, 21 giugno 2018).

Quei bambini separati dai genitori
L’Amministrazione Trump, che ha deciso di uscire dal consiglio Onu sui diritti umani, non è riuscita a sottrarsi completamente al giudizio mondiale per lo sdegno provocato dai bambini migranti, separati dai genitori e rinchiusi in appositi centri di detenzione.
♥ Dalla stessa first lady Melania Trump, dal Papa all’opinione pubblica internazionale, il coro di condanne per quei metodi crudeli ha rafforzato l’ampio fronte contrario all’interno degli Stati Uniti. E il presidente americano ha fatto marcia indietro. Ha firmato un decreto esecutivo per “riunire le famiglie” che lui stesso aveva diviso in modo arbitrario
♦ Una sconfitta per il presidente? Qualcuno parla di un’abile strategia per poter aggirare l’ostacolo dei democratici e anche del partito repubblicano “usando” il pianto dei bambini e la loro condizione nelle ‘tende dell’orrore’, dove erano stati rinchiusi per due mesi i minori separati dalle famiglie.
♥ Non si sa ancora ancora cosa accadrà ai bambini chiusi nelle prigioni. Non è automatico che vengano ricollocati nelle famiglie d’origine”… Ma era importante che una certa parte del mondo si muovesse. E si è mossa.
(fonte: dal web).

Ciò che non è riuscito ai politici, ai legislatori, ai mediatori ecc. l’ha ottenuto il pianto dei bambini. ‘Inaccettabile separare migranti dai figli’. Melania Trump, moglie del presidente USA Donald, non ha avuto timore di esprimersi: «Odio vedere bambini separati dalle loro famiglie e spero che entrambi gli schieramenti possano alla fine unirsi per ottenere una riforma migratoria di successo… Credo che dobbiamo essere un Paese che segue tutte le leggi ma anche un Paese che governi col cuore». E il mondo si è mosso.

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