Ritrovare Dio è ritrovare l’uomo

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Ritrovare Dio è ritrovare l’uomo.

Ogni domenica ci raduniamo per ascoltare la parola di Dio e viverla. È una parola che ci impegna a formare, nonostante le nostre diversità, un solo popolo e un solo corpo: quello di Cristo.
– In questa settimana lo abbiamo visto e sperimentato da una parte la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani e dall’altra la grande avventura dei giovani di tutto il mondo a Panama.
– La fede ci invita e ci guida all’unità, mentre il mondo e i suoi interessi di parte, il razzismo e il totalitarismo vogliono mantenere ostinatamente divisioni nella umanità: la questione dei migranti, i razzisti di ogni colore, i genocidi di ieri e di oggi.
– Allora è importante che noi cristiani siamo onesti verso quella Parola che chiama tutti a conversione: perché l’accogliamo profondamente quale Parola di Dio per una vera conversione del cuore e preghiamo Cristo, mandato dal Padre, perché ci insegni ad amare Dio e i fratelli
– Se si trova Dio, si trova anche l’uomo; e viceversa se si ama veramente l’uomo, si amerà anche Dio.

Dal Vangelo di questa domenica (Lc 4,14-2).
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In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
♦ Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».
♥ Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Ogni domenica il Signore ci convoca in assemblea santa e si fa per noi presenza viva con il dono della Parola che ha il potere di trasformare, con la forza di un solo Spirito, le molte e diverse membra che cooperano all’edificazione dell’unico corpo di Cristo.
♦ Anche noi, come il popolo d’Israele, siamo invitati a prostrarci dinanzi al Signore in questo giorno a lui consacrato e a tendere l’orecchio per accogliere l’annunzio di gioia e di speranza che ci porta Gesù. Egli si fa nostro maestro e, su mandato del Padre, a Nazaret ci offre il programma del suo ministero: l’anno di grazia del Signore.
♥ È la bella notizia, il Vangelo, annunzio di gioia per destinatari privilegiati che tali non sono secondo la logica e le categorie umane: la gioia ai poveri, la libertà ai prigionieri, ai ciechi la vista, agli oppressi l’affrancamento dalla schiavitù.
Per quanti aderiranno alle parole di Gesù, non c’è solo la garanzia di una grazia, ma anche la promessa di vita.
(Mons. Domenico d’Ambrosio, Arcivescovo emerito di Lecce in ladomenica.it).

La domenica ci aiuta a ritrovare Dio e l’uomo
♥ I primi cristiani vivevano intensamente la domenica, il giorno del Signore, anche se non era un “precetto”.
Senza la domenica non possiamo vivere!” fu la testimonianza di fedeltà alla domenica dei 49 martiri di Abitène (località nell’attuale Tunisia), che nel 304 hanno preferito, contravvenendo ai divieti dell’imperatore Diocleziano, andare incontro alla morte, piuttosto che rinunciare a celebrare il giorno del Signore.
♦ Poi l’espansione del Cristianesimo e il suo radicamento nella società civile portò ad un certo affievolimento della pratica cristiana. Per cui la partecipazione all’assemblea eucaristica domenicale divenne sempre più oggetto di insistenti richiami da parte di diversi concili fin dal IV secolo.
♦ Se in un recente passato la partecipazione alla messa domenicale poteva essere condizionata dal contesto sociale, oggi sta diventando sempre più una libera e responsabile scelta di fede. Non si può essere credenti e cristiani per obbligo.
La fede è amore; l’amore non può essere imposto.
♥ Pertanto, la partecipazione all’Eucaristia domenicale «prima di essere una questione di precetto è una questione di identità. Il cristiano ha bisogno della domenica. Dal precetto si può anche evadere, dal bisogno no».
È per andare incontro a questo bisogno che fin dal IV secolo la Chiesa ha sempre lottato perché il giorno del Signore sia anche un giorno di festa per l’uomo, libero da lavori schiavizzanti. La domenca, liberata dal lavoro, offre il tempo “necessario” per poter ritrovare Dio e l’uomo.
– Ma intanto sono sorte nuove schiavitù (sport, supermercati, competizioni…) che ostacola l’incontro dell’altro come un fratello. (cf (Silvano Sirboni, liturgista).

Ogni domenica ci raduniamo per ascoltare la parola di Dio e viverla. È una parola che ci impegna a formare, nonostante le nostre diversità, un solo popolo e un solo corpo: quello di Cristo. In questa settimana lo abbiamo visto e sperimentato: da una parte la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani e dall’altra la grande avventura dei giovani di tutto il mondo a Panama. La fede ci invita e ci guida all’unità, mentre il mondo e i suoi interessi di parte, il razzismo e il totalitarismo vogliono mantenere ostinatamente divisioni nella umanità: la questione dei migranti, i razzisti di ogni colore, i genocidi di ieri e di oggi.

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