Nino Racco in "Merìdion" - foto BarrittaUn attore è grande quando riesce a trasmettere emozioni. Pathos, terrore, pietà, sono gli elementi alla base del dramma nella Poetica di Aristotele. Sono quegli elementi indispensabili per ottenere la catarsi, cioè la purificazione, l’allontanamento dalle passioni. Per raggiungere questo stato liberatorio è però necessario sentirsi pienamente coinvolti dalle vicende del dramma rappresentate in scena. E qui entra in gioco il pathos. Poi, quando la realtà scenica riesce a coinvolgere, sopraggiunge il terrore, ci si scontra con il dolore messo in scena e ci si sente sconvolti. Infine, superato questo momento, prevale lo sconforto per l’impotenza di fronte al succedersi degli eventi e si giunge a provare pietà per la situazione venutasi a creare. È solo riuscendo a trapassare questi tre stadi che si può giungere allo stato catartico, liberatorio. Un maestro in quest’arte si è dimostrato l’altra sera Nino Racco, cantastorie capace di attrarre il pubblico presente al teatro Torre Marrana di Ricadi in un turbinio crescente di intense emozioni. Poche luci soffuse, una balla di fieno, paglia sparsa per il proscenio, un uomo e la sua chitarra: così si è presentato Racco per portare in scena il suo spettacolo “Merìdion”. Lo spettacolo ha avuto come motivo fondamentale la tragedia della miniera belga di Marcinelle, dove in una nefasta mattinata dell’otto agosto 1956, persero la vita centinaia di minatori, molti dei quali italiani e, tra questi, la maggior parte uomini del Sud, affamati di lavoro.
Una scommessa vinta, dunque, per Andrea Naso, direttore artistico del teatro di Torre Marrana e presidente dell’associazione Dracma, ma soprattutto una grande risposta alle esigenze del territorio da parte dell’amministrazione comunale, rappresentata nello specifico da Giulia Russo, ex assessore alla Cultura, che con coraggio ha dimostrato fiducia in questo progetto. Alla riuscita della serata ha contribuito positivamente anche la Pro loco di Capo Vaticano, per aver accolto nel migliore dei modi gli spettatori. Questo luogo incantato ha ancora bisogno di qualche intervento per potersi ritenere completo, ma il suo inserimento nel circuito di Magna Grecia teatro fa ben sperare per il futuro.
Docente ordinario di Lingua e letteratura italiana e Storia presso il Nautico di Pizzo (VV), è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti. Ha diretto varie testate giornalistiche, tra cui Tropeaedintorni.it
Le gemelle Jenna e Jillian, sono nate dopo 33 settimane di gravidanza intorno ai 1,8 Kg di peso.
Adesso, dopo poco meno di un mese, hanno raggiunto i 2,2 kg e sono in salute.
La storia è un caso davvero raro. Le gemelle infatti sono “mono mono”, ovvero nati da una gravidanza monocoriale monoamniotica, un tipo molto particolare (circa 1 caso ogni 25mila) in cui manca la membrana di separazione, per cui i gemelli vengono ospitati nella stessa placenta in un un’unica cavità amniotica.
Il porto turistico di Tropea versa in una situazione drammatica. I torrenti rappresentano una minaccia sia nell’area commerciale sul versante nord, al confine con Parghelia, dove tra l’altro l’accumulo di detriti sta occludendo l’imbocco dell’approdo, sia sul lato opposto, dove operano i pescatori. In quest’ultima zona, tra l’altro, il malfunzionamento di alcune condotte ha allagato il piazzale di fronte alla banchina.
L’iniziativa ha registrato la partecipazione di tutti gli studenti e il coinvolgimento della scuola dell’infanzia, della primaria e secondaria di primo grado dei plessi di Zambrone, S. Giovanni e Daffinà con la partecipazione attiva degli insegnanti e del personale Ata A promuovere e organizzare l’iniziativa sono stati il Circolo Legambiente Ricadi, il Comune di Zambrone, […]
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