Fede e dintorni

Inizia l’Avvento Ciclo_C 2021

Oggi inizia il nuovo anno liturgico, ciclo C, col vangelo di Luca e inizia con la prima domenica di Avvento, la quale presenta non la prima, ma l’ultima venuta di Cristo: “Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria” – «Fate attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita» è l’invito di oggi. – Questo tempo di Avvento orienti a Dio i pensieri e gli affetti del cuore, perché bella sia la preghiera, vera la fraternità, sobria la vita e lieta la condivisione con chi è nel bisogno. – “A te, Signore, innalzo l’anima mia, mio Dio, in te confido: che io non resti deluso!”.

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Il dono della vita

I morti di coronavirus – anche i cosiddetti NO VAX –  avrebbero voluto continuare a vivere. – Questa pandemia che stiamo vivendo ormai da due anni, ci porti a stimare la vita come dono di amore. – Sì, la vita è un dono, è innanzitutto un atto d’amore che abbiamo ricevuto e che dobbiamo trasmettere e difendere. Essa è dono di Dio che ne è il Padre: “Padre della vita, noi crediamo in te!” – Un Padre geloso che non gradisce assolutamente manipolazioni, menomazioni e mortificazioni contro di essa. Un peccato contro la vita, è un peccato contro Dio. – Rispettiamo la vita. Difendiamo la vita.

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Essere dono l’uno per l’altro

Molte storie che girano sul web sono a scopo didattico, ma non lontane dalla realtà. Specialmente quando si tratta di solidarietà che giungono a farci finalmente capire che si può essere dono l’uno per l’altro. Anzi, di più: che ognuno di noi può essere un miracolo per l’altro! – E a farcelo scoprire tante volte è l’innocenza dei bambini che muove gli adulti a dimenticare il proprio egoismo e a fare quello che essi chiedono: a volte, anche un miracolo. – Santa Teresa di Gesù Bambino sapeva come strappare i “miracoli”, prima al suo papà e poi a Gesù. – I dolorosi fenomeni della pandemia che stiamo vivendo e dei flussi migratori inarrestabili chissà quante storie “miracolose” hanno da raccontare!

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Alla porta del paradiso

Tutti vogliamo andare in paradiso, ma molti trovano che è difficile. – Ma chi va in paradiso? … E quelli che ci sono, sono stati tutti dei santi? La storia dice che ci sono stati tanti che l’hanno “rubato” all’ultimo momento! – Sì, Il Paradiso è questione di misericordia. Fidiamo nella misericordia di Dio: egli ci farà entrare… Ma intanto facciamo tutto il possibile per meritarcelo! – Dio guarda alla nostra fede e al nostro amore più che ai risultati delle nostre opere, perché le opere devono essere il segno della fede e dell’amore. Il risultato lo giudica Dio. – Anche tanti nostri fratelli migranti, al di là delle soluzioni politiche, hanno diritto a condividere, per misericordia, quella nuova patria o terra sognata e desiderata come il loro paradiso.

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Morto a 97 anni fratel Jean-Pierre, l’ultimo monaco di Tibhirine

È scomparso nel giorno di Cristo re dell’universo, 21 novembre, fratel Jean-Pierre, l’ultimo monaco di Tibhirine. A darne notizia è stata l’arcidiocesi di Rabat e un comunicato del monastero di Notre-Dame dell’Atlante di Midelt, in Marocco, dove il religioso, 97 anni, si è spento. Quest’ anno che segna il 25.mo anniversario del martirio dei religiosi trappisti in Algeria, è previsto a Roma un incontro internazionale per esplorare la loro eredità spirituale. – L’8 dicembre 2019 tra i 19 martiri di Algeria beatificati in quel giorno c’erano 7 monaci di Tibhirine, rapiti e uccisi dai fondamentalisti islamici algerini nel 1996. – Il 31 marzo 2019, durante la visita in Marocco Papa Francesco , nella cattedrale di Rabat, incontrò fratel Jean Pierre Schumacher, l’ultimo sopravvissuto di Tibhirine nel corso dell’incontro con i sacerdoti, i religiosi, i consacrati e il Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Fede e dintorni

Beato un sacerdote polacco ucciso dai nazisti

Giovanni Francesco Macha, giovane sacerdote polacco, ucciso a soli 28 anniu in odium fidei dal regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale è stato beatificato dal cardinale Semeraro in Polonia, nella cattedrale di Katowice sabato scorso 20 novembre. Martire a soli 28 anni, consapevole di adempiere una missione.- Egli non badava alle differenze di nazionalità, confessione religiosa, livello sociale. Comprese che solo la fede e la carità permettono di riconoscere ad ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio, la propria irrinunciabile dignità, fondando anche un’associazione caritativa. E così il nuovo Beato ci ricorda che tutti saremo giudicati sull’amore. E che in questo tempo di pandemia siamo chiamati a renderci conto che per salvarci abbiamo bisogno gli uni degli altri, perché nessuno si salva da solo.

Fede e dintorni

Chiamate ad essere madri e sorelle dei poveri

Papa Francesco ha mandato un video messaggio alle Figlie della Carità raccomandando vivamente: siate madri e sorelle dei poveri. – il suo saluto, la sua preghiera e la sua benedizione di alla Compagnia delle Suore Figlie della Carità riunite in Assemblea a Parigi nella Casa Madre di Rue du Bac. – Queste Suore sono presenti in molte parti del mondo, anche nei “paesi di missione” con lo stesso fine: attraverso la carità, l’amore vero generare i poveri all’Amore verso Dio e aiutarli ad aprirsi alla bellezza della vita, superando le tante contraddizioni e le tante forme di marginalizzazione della nostra società ferita.

Attualità

Giornata Internazionale contro la violenza sulla donna

Giovedì 25 novembre a Tropea nel Borgo più bello d’Italia Congiuntamente dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Associazione di Volontariato sos KORAI, numerose le iniziative Anche quest’anno la Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donna sarà celebrata a Tropea con una serie di iniziative realizzate congiuntamente dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Associazione di Volontariato […]

Attualità Politica

Zambrone: “Un’altra occasione persa di condivisione e democrazia”

Riceviamo e pubblichiamo “Il concetto di “trasparenza” dell’attività amministrativa, secondo cui “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di esercitarle con disciplina e onore”, constatiamo con profonda amarezza, resta oggi un fatto meramente teorico a Zambrone” La Legge 150 del 2000 sulla “Disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche […]

Fede e dintorni

Cristo, Re di invincibile amore

Oggi ultima domenica dell’Anno Liturgico: solennità di Cristo Re. – La pandemia del Coronavirus che perdura e ci indirizza a nuove scelte di convivenza sociale, come quella dei migranti, è occasione anche per la riscoperta della propria identità religiosa. La nostra società, cristiana per lunga storia, deve recuperare le sue profonde radici cristiane. Ma potrà farlo solo se noi per primi rimetteremo Cristo al centro. – La sua regalità vincerà tutte le potenze del male; come Figlio di Dio le vincerà tutte sulla croce. – Un Re da contemplare e invocare: il suo trono di gloria, la Croce, tornerà ad essere sorgente di luce e sapienza per tutto il popolo cristiano.

Fede e dintorni

Il martire gesuita difensore dei guaraní

Nel cammino della storia dell’umanità troviamo tanti santi che hanno illuminato il loro tempo con il loro esempio, le loro scelte di vita e, i tanti, anche con il sacrificio della propria vita. – San Roque González de Santa Cruz (1576-1628), martire gesuita fondatore delle “reducciones” (villaggi appositamente creati per favorire la crescita umana e spirituale degli indios) e difensore dei guaraní. Fu ucciso a colpi di ascia: “E’molto onore e gloria patire grandi contraddizioni battendosi per la giustizia, perché gli indios siano liberi dalla dura schiavitù. – E a san Roque Dio concesse la grazia di dare tutta la sua vita e tutto il suo sangue, per amore dei guaraní.

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La bella storia di redenzione di Jennifer

Jennifer, fuggita dall’inferno della prostituzione grazie alla fondazione “Magdalena”, ora è felice: la mia vita era un caos, ma Dio l’ha cambiata. – Nella Giornata dei Poveri, la storia di questa giovane 23enne originaria della Nigeria, vittima per lungo tempo del traffico di esseri umani. Ad Assisi ha ricevuto la benedizione del Papa che non ha esitato a denunciare: “È tempo che cessino le violenze sulle donne e che queste siano rispettate e non trattate come merce di scambio”. Qualcuno ha sussurrato commosso: “Il Papa dà a questa gente molta gioia e speranza, nonostante le difficoltà che stanno attraversando”. – Ora Jennifer si batte perché altre donne in situazioni drammatiche si affidino ad associazioni e a reti di aiuto per essere liberate.

Fede e dintorni

Migranti in quantità verso l’Europa

L’Europa, mèta desiderata dai migranti per terra e per mare. L’Europa vista come la Casa comune. Mentre le parti politiche si affannano a trovate intese e soluzioni possibili, Papa Francesco con i suoi interventi invita a non avere paura ad affrontare nuovi orizzonti. Europa casa comune con una immigrazione “integrata” che può essere ricchezza e benedizione. “Ricevere, accompagnare, promuovere e integrare… i quattro passi di una corretta immigrazione. Se non si arriva all’integrazione possono nascere dei gravi problemi.

Fede e dintorni

Dal dolore può nascere il bene

Le perle sono prodotto del dolore; sono il risultato dell’ingresso di una sostanza estranea o indesiderata, all’interno dell’ostrica, come un parassita o un granello di sabbia. Le perle sono ferite guarite. Se hai imparato a convivere con il dolore, hai prodotto una perla! In giro ci sono molte “ostriche vuote”, non perché non sono state ferite, ma perché non hanno saputo perdonare, capire e trasformare il dolore in amore. – Pensando alla pandemia, che stiamo vivendo ormai da due anni e che sembra non finire più, tutti noi potremmo imparare cose positive. Così ci ha ricordato a più riprese Papa Francesco e continua a dirlo ancora con fiducia.