Amate i vostri nemici

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Amate i vostri nemici.

– Essere santi come è santo il nostro Padre che è nei cieli: questo l’invito esigente che il Signore ci fa oggi.
– La predicazione di Gesù non lascia spazio ad ambiguità: amare e perdono senza misura sono il segno distintivo dei cristiani.
– Non basta amare il prossimo come se stessi. Per avere in noi l’amore di Dio dobbiamo giungere ad amare i nostri nemici, a spezzare con il perdono la catena dell’odio e della vendetta.
– Chiediamo il dono dello Spirito di Dio per sapere amare come lui. Amiamoci come Gesù ci ha amati, fino a dare tutto se stesso per noi. – Dio che nel suo Figlio spogliato e umiliato sulla croce ha rivelato la forza dell’amore, apra il nostro cuore al dono del suo Spirito e spezzi le catene della violenza e dell’odio, perché nella vittoria del bene sul male noi testimoniamo il vangelo della pace.

Dal Vangelo di questa domenica (Mt 5,38-48).
♦ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

1. L’alta chiamata del cristiano
♦ “Che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?” Con questa domanda si conclude il Vangelo di Matteo di questa VII settimana Domenica del tempo ordinario.
Un invito chiaro e inequivocabile a superare il minimo dovuto per fare della nostra vita qualcosa di “straordinario”, cioè di non comune, al di la della normalità. Gesù di fatto sembra far dipendere la differenza tra la vita dei cristiani e quella dei pagani da questo “straordinario” che egli chiede a chi lo vuole seguire più da vicino.
♦ In altre parole la vita del cristiano si deve distinguere per la sua capacità di trasmettere qualcosa di diverso, che supera l’ordinario.  Il filosofo francese Jean Guitton affermava che il dono profetico del cristiano consiste nel vivere l’ordinario in modo straordinario. Ma in cosa consiste esattamente questo straordinario a cui Gesù fa riferimento?
Il Vangelo di oggi ci svela questo mistero nella parte finale: “Voi dunque siate perfetti come perfetto è il Padre vostro celeste”.
L’amore per i nemici così umanamente difficile da comprendere. Come fare? Se guardiamo l’altro non con gli occhi del mondo, ma con quelli di Dio, potremo aprirci al comandamento dell’amore. È questo che permette di arrivare ad amare perfino i nemici, perché in essi scorgiamo il riflesso di Cristo che si è incarnato per salvarci tutti.
 Solo allora potremo fare il salto di qualità e dal perdono giungere ad amare chi ci odia.

2. Testimone dei nostri giorni e prima martire dello stalking: Santa Scorese.
♦ Siamo nel 1991, e nessuno parla ancora di stalking. Ma è esattamente quello che, da tre anni, sta vivendo Santa Scorese.
♦ Nata nel 1968 a Bari, Santa risiede in un paese della provincia, insieme alla famiglia. Frequenta la parrocchia del Redentore a Bari, retta dai Salesiani. Conosce Comunione e Liberazione, quindi le suore di Madre Teresa attraverso la comunità di Bari; si avvicina poi al Movimento dei Focolari, finché matura la decisione di entrare nelle Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe. Ma, d’accordo con i suoi, decide di terminare l’anno di università in Pedagogia.
♦ Santa è una ragazza vitale e piena di progetti: è volontaria della Croce Rossa, assiste alcuni bambini disabili e diversi poveri della zona. Tiene anche, si scoprirà poi, un intenso diario spirituale.
♦ Nella sua vita, però, c’è anche un’ombra: un giovane squilibrato l’ha scelta come vittima per le sue ossessioni, la segue ovunque, le manda messaggi minacciosi e arriva in un caso anche ad aggredirla.
Da allora Santa vive sotto la scorta di familiari e amici, ma la sera del 15 marzo il giovane riesce ad avvicinarla e a colpirla con 13 coltellate.
«Non si può morire a 23 anni», dice Santa sull’ambulanza che corre verso l’ospedale. Ma più forte della disperazione è la fede: in quegli ultimi momenti ripete la consacrazione a Maria fatta anni prima e ha parole di perdono per il suo aggressore.
Su indicazione della sorella, Santa sarà sepolta vestita di rosso, il rosso della passione con cui ha vissuto tutta la vita, il rosso del martirio. Nel 1999 viene introdotta la causa di beatificazione.
(da ladomenica.it).

Essere santi come è santo il nostro Padre che è nei cieli: questo l’invito esigente che il Signore ci fa oggi. – La predicazione di Gesù non lascia spazio ad ambiguità: amare e perdono senza misura sono il segno distintivo dei cristiani. Ecco allora anche “Amate i vostri nemici!… Pregate per quelli che vi perseguitano!” affinché siamo figli del Padre nostro che è nei cieli. Una vocazione sublime.

Condividi l'articolo