Avvento con la Madonna

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Avvento con la Madonna.

– Ieri, 6 dicembre, ha avuto luogo la prima delle tre prediche di P. Raniero Cantalamessa per i venerdì di Avvento in Vaticano, nella cappella Redemptoris Mater, alla presenza del Papa.
– Le tre prediche hanno come tema il brano di (Mt 2, 11): «Trovarono il bambino con Maria sua Madre». Un avvento mariano, cioè nel segno della Madonna, dalla quale l’umanità ha ricevuto il Cristo.
– Nell’intervista rilasciata a L’Osservatore Romano padre Raniero Cantalamessa, parafrasando Dante Alighieri, ha detto: Non si può «volar senz’ali». Rimettere in piena luce Maria, permette di fare della Madre di Dio un fattore di unità e non più di divisione tra i cristiani delle diverse denominazioni.
– Confida padre Cantalamessa: “Nelle mie prediche io mi sforzo di mettere in luce quel nucleo essenziale del culto di Maria che unisce tutti i credenti in Cristo”. D’altra parte. come la missione di Maria invita fu quella di donarci Gesù, ora la sua missione dal cielo è quella di ricondurci tutti a Gesù, il Redentore dell’uomo. 

L’intervista a P. Raniero Cantalamessa.
1. Perché la scelta di dedicare le prediche alla Madre di Dio?

♦ È dal tempo di san Giovanni Paolo II, precisamente a seguito della sua enciclica Redemptoris Mater, che non dedicavo un ciclo di prediche alla Madre di Dio.
Mi è sembrato arrivato il momento di mettere di nuovo Maria al centro dei nostri momenti di riflessione nella cappella che una volta si chiamava cappella Matilde e ora, proprio in seguito a quell’enciclica, si chiama Redemptoris Mater. Ma ci sono anche altri motivi più profondi.
♦ Il clima ecumenico in cui viviamo e che motiva tante iniziative di Francesco ci permette di fare della Madre di Dio un fattore di unità e non più di divisione tra i cristiani delle diverse denominazioni. Nelle mie prediche io mi sforzo di mettere in luce quel nucleo essenziale del culto di Maria che unisce tutti i credenti in Cristo. Tale nucleo consiste nel parlare di Maria a partire dalla Scrittura e dal dogma del concilio di Efeso del 431 che l’ha proclamata «Madre di Dio» (Theotokos). In questo titolo sono racchiuse tutta la grandezza di Maria e la ragione del suo culto.
♦ Nella Redemptoris Mater san Giovanni Paolo II insiste in particolare sul titolo di Maria come «la prima credente», colei che «ha camminato nella fede» e ora è «nostra Madre nella fede». Un modo di parlare di Maria che i fratelli protestanti non possono non sentire consono alla loro spiritualità.

2. Come possiamo compiere un percorso di vita accompagnati da Maria?

♦ La liturgia di Avvento ci prepara al Natale attraverso tre figure, Isaia, Giovanni Battista e Maria; il profeta che da lontano ha annunciato la nascita dell’Emmanuele, il precursore che lo ha additato al mondo come l’Agnello di Dio e la Madre che lo ha portato in grembo.
♦ Maria è l’unica che non ha celebrato l’Avvento, ma lo ha vissuto nella sua carne. Come ogni donna incinta — e lei in modo unico nella storia — sa cosa significa essere “in attesa”. Il suo sguardo era più rivolto dentro di sé che fuori, e in questo è l’icona vivente di una Chiesa contemplativa. Nel frastuono del consumismo sfrenato che ormai caratterizza questo tempo, Maria ricorda silenziosamente al mondo che non c’è Natale senza Gesù, che il Natale che l’occidente secolarizzato si appresta a celebrare è una festa senza il festeggiato, e perciò una festa triste.
♦ I volti delle persone il giorno dopo Natale sono la prova vivente che non sono le cose che possono fare la felicità dell’essere umano. Con Gesù, i doni anche i più piccoli aggiungono gioia a gioia; senza di lui le cose create sono «cisterne screpolate che non contengono acqua», direbbe il profeta Geremia

3. Qual è stato il ruolo di Maria nella nascita della Chiesa?

♦ Raccogliendo una tradizione ininterrotta, particolarmente viva nella Chiesa latina, Maria è proclamata dal Vaticano II «figura della Chiesa». I Padri hanno insegnato che ciò che si dice di Maria vale universalmente della Chiesa e singolarmente dell’anima.
♦ Altre immagini con cui si esprime questo intimo rapporto sono Maria «prima cellula della Chiesa» o «la Chiesa nel suo stato nascente», e ancora «specchio della Chiesa».

4. L’Avvento è un tempo mariano?

♦ Al centro dell’Avvento, come di ogni tempo dell’anno liturgico, c’è Cristo in quanto mediatore tra Dio e l’uomo.
L’Avvento è un tempo cristologico e trinitario, ma è anche mariologico nel senso che il mistero dell’Incarnazione che è al centro di questo tempo, si è realizzato in lei.
♦ Anche la Parola di Dio che ci accompagna nel tempo di Avvento e di Natale la vede quasi sempre protagonista. Maria, diceva san Bernardo, è «la porta attraverso cui Dio è entrato nel mondo ed è ora la porta attraverso cui noi possiamo entrare in Dio».
♦ Chi desidera una grazia e non ricorre a lei — dice il nostro Dante Alighieri — è un illuso che «vuol volar senz’ali».

(fonte: L’Osservatore Romano, 5 dicembre 2019).

La liturgia dell’Avvento ci prepara al Natale attraverso tre figure: Isaia, Giovanni Battista e Maria. Il profeta che da lontano ha annunciato la nascita dell’Emmanuele, il precursore che lo ha additato al mondo come l’Agnello di Dio e la Madre che lo ha portato in grembo. – Maria è l’unica che non ha celebrato l’Avvento, ma lo ha vissuto nella sua carne. Come ogni donna incinta sa cosa significa essere “in attesa”. Maria ci ricorda silenziosamente che non c’è Natale senza Gesù. E Gesù è nato da lei: perciò ella ci può aiutare nel cammino dell’Avvento.

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