Curiosità dalla storia: i luterani protestanti

500 anni fa il frate agostiniano affisse le 95 tesi sulla porta della cattedrale di Wittenberg

Con la pace di Augusta, firmata nel 1555 da Carlo V e la Lega di Smalcalda dei prinicpi protestanti, l’Europa cambiò per sempre il suo volto

Il frate agostiniano Martin Lutero

Il frate agostiniano Martin Lutero iniziò ad essere un problema serio per il Papa e tutto il clero all’indomani del 31 ottobre 1517, giorno in cui affisse le 95 tesi sulla porta della cattedrale di Wittenberg. Sono da poco trascorsi 500 anni da quel giorno, ed è convinzione comune che la protesta prima o poi sarebbe esplosa, a prescindere da chi avesse dato fuoco alle polveri. Ma non è affatto vero. Certo, papi e cardinali vivevano nello sfarzo; i fedeli pagavano la decima a cui si aggiunse presto la vendita delle indulgenze (si pagava e la Chiesa cancellava i peccati commessi; se non potevi pagare erano affari tuoi, il paradiso lo avresti visto col binocolo), c’era rabbia e tensione sociale. «Se esiste l’inferno, Roma ci sta sopra» diceva il frate agostiniano dopo aver visitato la città Eterna. Per Lutero non si poteva comprare la salvezza dell’anima, ma la si doveva raggiungere con la fede, infatti «meglio donare un centesimo al prossimo che costruire San Pietro. La prima cosa è comandata da Dio, la seconda no.» Bisogna ricordare che a quel tempo il potere di Roma in tutta Europa non era solo religioso, ma politico, anche per questo il teutonico Lutero fu l’uomo giusto nel posto giusto e al momento giusto. Lutero non era un uomo qualunque: i suoi tormenti interiori, il suo continuo bisogno di interrogarsi su temi quali la fede, la salvezza e Dio, la ferma e rabbiosa condanna dell’operato della Chiesa di Roma non avrebbe avuto lo stesso clamore e una condivisione così veloce da diventare in breve un caso internazionale se non ci fosse stato lui a capo di questa rivoluzione culturale. E poi, da poco era nato un nuovo mezzo per diffondere le idee: la stampa a caratteri mobili nata a Magonza per mano di Gutenberg; e poi il popolo tedesco era stufo di pagare, pagare e pagare continuamente a Roma la decima per finanziare quel lusso sfrenato capitolino. Bastava una scintilla, e la scintilla si trasformò in breve in un vasto incendio che sconvolse l’Europa. In realtà, con la pubblicazione delle 95 tesi, l’intento di Lutero era quello di dare il via ad approfondite discussioni teologiche presso le università e i conventi, e perché no, presso la curia romana. Ma come si può immaginare ebbe tantissimi sostenitori in patria, mentre Roma, dopo l’indifferenza totale, rispose ufficialmente tramite bolla papale tre anni dopo, attribuendo al frate nell’incipit del documento l’appellativo di “cinghiale” che “ha invaso la vigna del Signore”. La situazione precipitò. Lutero bruciò pubblicamente la bolla e trovò in Federico il Saggio di Sassonia l’uomo che gli salvò la pelle. L’anno successivo, il 1521, Lutero si presentò a Worms di fronte all’imperatore Carlo V e non ritrattò. Ancora una volta Federico il Saggio salvò il monaco dall’inquisizione, nascondendolo in uno dei suoi castelli. Il monaco tedesco aveva ormai creato una frattura politico -sociale– religiosa con Roma difficilmente sanabile. Egli voleva riformare la Chiesa e invece aveva dato il là ad un’autentica rivoluzione culturale, perché gli effetti della sua predicazione andarono oltre l’ambito religioso. Basti pensare che il luteranesimo spinse molti fedeli a leggere la Bibbia tradotta in tedesco (appunto da Lutero) e contribuì alla nascita della lingua nazionale tedesca.
Carlo V d’Asburgo s’impegnò non poco a riportare ordine in Germania. Se in un primo momento molti principi che avevano aderito alla riforma luterana avevano ottenuto dall’imperatore il diritto di scegliere la religione da seguire entro i propri possedimenti, pochi anni dopo le cose cambiarono. L’imperatore non poteva tollerare che il luteranesimo si diffondesse in altri territori cattolici, così proibì la diffusione della nuova dottrina e chiese ai principi tedeschi la restituzione di quelle terre che tempo prima, nel rabbioso entusiasmo della predicazione di Lutero, erano state sottratte alla Chiesa. Apriti cielo! I principi protestarono contro le pretese dell’imperatore e da allora cominciarono ad essere chiamati protestanti. Il movimento che ha avuto il suo battesimo dalle predicazioni di Lutero è dunque conosciuto con il nome di Riforma, ma anche come Riforma protestante o protestantesimo. Con la pace di Augusta, firmata nel 1555 da Carlo V e la Lega di Smalcalda dei prinicpi protestanti, l’Europa cambiò per sempre il suo volto.

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.