Dio ci manda messaggi: leggiamoli bene!

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Dio ci manda messaggi: leggiamoli bene!

– E’ sempre interessante ascoltare la gente che crede di aver avuto un segnale da cielo: un sogno, un evento, una delusione, un incontro… E cerca spiegazioni. Vuole essere sicura di non sbagliare. Per non sbagliare, basta mettersi in sintonia con la bontà di Dio.
– Ricordiamo la storia biblica di Giuseppe che fu venduto come schiavo dai suoi fratelli. Ma in Egitto egli offrì al faraone la spiegazione del sogno delle 7 vacche grasse e delle sette vacche magre: un sogno che lo aveva fortemente turbato. Il faraone credette all’interpretazione dello schiavo Giuseppe e mise in atto una forte azione di economia, affidandone la direzione allo stesso Giuseppe, che divenne uomo potente, l’uomo della Provvidenza, perché salvò dalla carestia il popolo egiziano e gli altri popoli, tra cui il patriarca Giacobbe, i suoi figli e tutto Israele.
– Davanti ai suoi fratelli che lo aveva venduto, Giuseppe non cercò vendetta, ma rivelò che ciò fu permesso da Dio che così preparò la salvezza del suo popolo. – La piccola storia di oggi può offrire qualche suggerimento.

Il falco solidale
♦ Una volta in un piccolo paese, l’anziano calzolaio Antonio entrò in chiesa per pregare.
I suoi occhi si posarono su un vecchio gufo che era appollaiato in una crepa nel muro di fronte.
Il giorno dopo, alla stessa ora, l’uccello era ancora lì.
Il terzo giorno la stessa cosa.
Antonio si avvicinò per guardare e vide che il gufo era cieco.
“Ah, ora capisco perché questo povero uccello non lascia questo buco neo e non si muove. È cieco! Chi sa come si nutre?”.
E mentre pensava, arrivò in volo un falco che si pose vicino al vecchio gufo. Nel becco aveva un piccolo serpente.
Iniziò a farlo a pezzi e passava i pezzi al gufo.
♦ Antonio iniziò a ragionare e trarre delle conclusioni: forse anche io sono un gufo cieco agli occhi di Dio? pensò. E decise di lasciare il suo lavoro di calzolaio, confidando che Dio si sarebbe preso cura di lui.
Andò a sedersi alla porta della chiesa. Sperava che le persone che passavano facessero cadere una elemosina nella sua mano tesa.
♦ Uno dei suoi amici lo riconobbe e gli chiese: “Oh, Antonio! Che cosa ti è successo?”.
In risposta, il calzolaio raccontò la storia e concluse:“ Non è una chiamata dal cielo, un segno della volontà di Dio? ”.
Ma l’amico gli disse: “Sono sicuro che tu non hai capito cosa Dio voleva per te. Se ti ha fatto assistere alla scena, tu non dovevi imparare ad essere come il gufo cieco, ma come il falco che si prende cura di un essere bisognoso.
Davanti a Dio, tutti siamo come quel gufo: ma Egli si prende cura di noi. Ma di fronte al nostro prossimo, noi dobbiamo essere come il falco che si prende cura del gufo cieco”.

Dio ci chiama in molti modi: basta riconoscere il suo modo di raggiungere i nostri cuori. Ma dobbiamo essere sempre immersi nel suo amore.
(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

Molte volte la gente crede di aver avuto un segnale da cielo: un sogno, un evento, una delusione, un incontro… E cerca spiegazioni. Vuole essere sicura di non sbagliare. Il modo c’è: per non sbagliare, basta mettersi in sintonia con la bontà di Dio. E’ vero: Dio ci chiama in molti modi, ma bisogna riconoscere il suo modo di raggiungere i nostri cuori. Noi dobbiamo essere sempre immersi nel suo amore e offrirlo agli altri. – La storia biblica di Giuseppe: egli venduto come schiavo dai propri fratelli, divenne poi causa di salvezza per tutto il suo popolo.

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