Seppellire i bambini non nati

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Seppellire i bambini non nati.

– Nei giorni scorsi al Cimitero Flaminio di Roma i resti di bambini non nati (abortiti) sono stati incredibilmente sepolti non solo con il codice, ma con il nome e il cognome della madre.
– Una palese violazione del diritto alla riservatezza delle madri, di cui il responsabile, inconsapevole o -peggio- consapevole, dovrà rispondere alla giustizia.
– L’increscioso episodio ha riproposto una domanda, alla quale, però, c’è già la risposta. Cosa fare dei resti umani degli aborti? Si debbono o possono seppellire?
– Però la risposta non la si dà come ad un quiz, ma al mistero di una vita umana iniziata e poi interrotta per motivi inerenti alla persona interessata. – Ma non c’è dubbio che l’aborto ottenuto per legge grazie ad una intensa campagna femminista, tende a proteggere la donna e i suoi problemi, trascurando i diritti di quella vita iniziata ed interrotta. – Ecco perché la pietas umana e cristiana, attraverso associazioni e iniziative private, prova a dare dignità alla sepoltura dei resti dei bambini non nati, sui quali ci si può fermare anche in preghiera.

Bambini non nati: un gesto d’amore seppellirli.
1- La Chiesa lo insegna (CCC 1261) = Quanto ai bambini morti senza Battesimo, la Chiesa non può che affidarli alla misericordia di Dio, come appunto fa nel rito dei funerali per loro. Infatti è grande la misericordia di Dio, « il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati ».
2- La legge italiana lo prevede (Dpr 285/90, art. 7 = La legge prescrive che dopo le 20 settimane di gestazione i resti dei bambini si devono seppellire. Il Dpr prevede che i familiari possano richiedere i resti. In ogni caso gli ospedali devono tumularli, così in genere stipulano convenzioni per la raccolta, la conservazione, il trasporto e l’inumazione).

♦ La drammatica questione dei resti mortali dei bambini non nati con tutte le relative conseguenze resta uno fra i tanti aspetti dell’aborto volontario o procurato che la sanità si trova a gestire.
♦ Il cardinale Elio Sgreccia in un convegno internazionale che si è svolse a Roma dal 23 al 25 marzo 2011 affermò: “L’onore e la pietà verso i bambini non nati costituiscono un gesto, forse il più semplice nell’opera della promozione della vita umana ma imprescindibile. Un atto basilare di amore e di pietà umana che sta alle fondamenta di quella civiltà della vita e dell’amore auspicate da San Giovanni Paolo II nell’Enciclica dell’Evangelium Vitae.
♦ Ad iniziare il cammino volto a riconoscere il diritto all’onore e alla pietà verso i bambini non nati attingendo all’intero Magistero fu l’indimenticabile cardinale Alfonso Lopez Trujillo nel Congresso The Guadalupan Appeal celebrato dal 27 al 31 ottobre 1999 presso la Basilica della Vergine Morenita a Città del Messico, che così concluse: “Tutti i bambini abortiti hanno diritto ad essere pietosamente sepolti…tutti dobbiamo impegnarci a tale scopo”.

La testimonianza di don Maurizio Gagliardini.
♦ Don Maurizio Gagliardini oggi guida l’Associazione “Difendere la Vita con Maria” che si occupa di dare dignità alla sepoltura dei bambini non nati. Da quando l’associazione è nata, nel 1998, ha curato la sepoltura di 300mila bambini mai nati.
♦ Aborti spontanei o volontari, a don Maurizio Gagliardini importa poco. Quello che conta è garantire la pietà che ogni essere umano, dopo la morte, merita. Anche se piccolo, anzi, proprio perché il più indifeso di tutti.
♦ Di fronte alle polemiche di questi giorni sul Cimitero Flaminio, dove i bambini non nati sono stati incredibilmente sepolti con il nome e il cognome della madre ribatte: “Nei cimiteri in cui operiamo noi mai abbiamo inumato bambini con i nomi delle madri”.
Egli ha diverse convenzioni con ospedali e Asl che autorizzano la sua Associazione alla sepoltura dei bambini non nati.
♦ Spiega don Maurizio: “L’associazione giuridicamente è nata nel 1998 e oggi conta 2.700 associati in diverse regione italiane, con una sessantina di commissioni locali. In 19 regioni abbiamo associati che operano a livello culturale e sociale, con accompagnamento alla vita prenatale. Abbiamo una decina di convenzioni con alcune Regioni – come Lombardia, Piemonte, Liguria, Marche, Basilicata e Puglia –, in altre le stiamo chiudendo.
Nelle nostre convenzioni noi interveniamo con la sepoltura periodica, una volta o due al mese. L’associazione fa differenza tra aborti spontanei e interruzioni volontarie di gravidanza: noi non chiediamo nulla.

Bambini abortiti, vite umane, non spazzatura.
Conckude don Maurizio:
«In questi giorni molti hanno affermato che la pratica di seppellire i feti abortiti umilia le donne. È un’accusa ingiusta e dolorosa. Non tutti riflettono bene su questa questione. Ogni morte prenatale consegna alla madre, al padre, alla famiglia e alla società dei resti mortali: un cadavere, anche se piccolo. Persino il diritto italiano attribuisce al concepito una personalità giuridica. Ebbene, questo cadavere ha diritto all’onore, non può essere disprezzato nei rifiuti. La sepoltura è un’opera di misericordia.
E, aggiungo, non è espressione di civiltà ‘cattolica’, ma di tutte le civiltà. La civiltà nasce con l’onore ai defunti».
(fonte: cf Avvenire.it, 8 ottobre 2020 e altro web).

Un Patrono?
I bambini non nati possono avere un patrono in cielo: San Raimondo, soprannominato Nonnato (non nato) perché venuto alla luce mediante operazione chirurgica dopo la morte della madre, quando nacque in Catalogna nel 1204 da nobile famiglia.

Una preghiera a Maria,
Madre dei bimbi non nati
Madre dei bimbi non nati, accogli nel tuo grembo verginale tutti i piccoli uccisi dall’umana crudeltà.
Il Tuo Cuore Immacolato e Addolorato ottenga Divina Misericordia per i piccoli martiri innocenti
e grazia di contrizione per quelli che hanno praticato e collaborato alla loro uccisione.
Prega per tutti, Santa Madre di Dio e perdonaci perché abbiamo peccato
contro Dio e contro di Te. Amen.

L’aborto ottenuto per legge grazie ad una intensa campagna femminista, tende a proteggere la donna e i suoi problemi, trascurando i diritti di quella vita iniziata e poi interrotta. – Ecco perché la pietas umana e cristiana, attraverso associazioni e iniziative private, prova a dare dignità alla sepoltura dei resti dei bambini non nati, sui quali ci si può fermare anche in preghiera.

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