Aiutare, ma con lo stile del Natale

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Aiutare, ma con lo stile del Natale.

– L’esperienza del Natale, che abbiamo celebrato, ci ha messo in evidenza la grande delicatezza di Dio nei riguardi dell’umanità: “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Ebrei, 1,1.2).
– Ma ecco la sorpresa: il suo Figlio, Verbo eterno e unigenito, non si è presentato con la potenza della sua gloria, ma con la tenerezza di un Bambino, che ha attirato i cuori dei pastori, dei Magi e di quanti hanno visto nel Bambino il Messia atteso.
– Una vera strategia di amore, che dovremmo imparare per poter avvicinare quelle persone che pensano di poter ancora stare bene nelle tenebre, mentre è apparsa la luce della vita.
-Si deve annunziare la salvezza, si deve fare il bene… Ma occorre che chi lo fa, impari la strategia del Natale: bisogna avvicinarsi alla persona, ad ogni persona che vive “lontana” e toccare le sue ferite per proporgli la gioia della salvezza.  – La storia di oggi penso che ognuno di noi l’abbia sperimentato nel suo ambiente.

Aiuto intelligente.
C’era una volta una vecchia signora che viveva da sola, come una barbona: non faceva mai la doccia né cambiava i vestiti sporchi; anche la sua casa era sporca. Quando camminava per le strade, i ragazzi le urlavano sietro ingiurie sprezzanti, ai quali lei rispondeva sempre con volgarità.
Se qualcuno la salutava salutata, non rispondeva. Non c’erano tracce di suoi parenti.
Ad accompagnarla c’era sempre un cane bastardino, suo animale domestico e anche esso sporco come lei: il suo unico amico.

Un uomo, buon cristiano, quando si recava al lavoro passava ogni giorno davanti alla sua casa, e la vecchia signora non rispondeva al saluto.
Visto che non riusciva ad arrivare a lei, l’uomo ebbe l’idea di ingraziarsi il cane, con l’obiettivo di avvicinarsi alla sua padrona.
Ogni giorno portava un pezzo di carne o salsiccia che dava al cane, il quale la divorava in un istante.
Il suo passaggio era già atteso con impazienza dal cane e anche dalla sua padrona.
Un giorno la vecchia sorrise all’uomo. Giorni dopo, gli ha aprì la porta di casa.
L’uomo si era avvicinato lentamente. Poi arrivò l’occasione per un dialogo. All’inizio parole banali, ma poi portò il discorso su Dio e sulla Chiesa.

Un giorno la moglie di quest’uomo, che era catechista, lo accompagnò, portando in dono un vestito e un paio di scarpe.
Quindi, la prima volta dopo molti anni, aiutò la vecchia a farsi la doccia.
La catechista riuscì anche, insieme altre anche, ad entrare nella casa della vecchia e a fare una buona pulizia.
La più grande gioia della coppia fu quando la videro alla messa domenicale. E la comunità le fece festa grande.

Il nostro mondo attuale è contraddittorio. C’è tanta tecnologia, ci sono tante cose belle, ma esistono ancora casi come questo, e sono molti.
– A chi fa il bene Gesù dice: “Vieni benedetto dal Padre mio, prendi possesso del regno che è preparato per te dall’inizio del mondo”.
(Fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano).

L’esperienza del Natale ha messo in evidenza la grande delicatezza di Dio nei riguardi dell’umanità: “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi per mezzo dei profeti, ultimamente ha parlato a noi per mezzo del Figlio” – . Il suo Figlio, Verbo eterno e Unigenito, non si è presentato con la potenza della sua gloria, ma con la tenerezza di un Bambino per attrarre l’amore degli uomini. – Si deve fare il bene; ma occorre che chi lo fa, impari la strategia del Natale: avvicinarsi alla persona per amarla.

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